Ddl violenza medici, fino a 16 anni carcere per chi aggredisce operatori


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Fino a 16 anni di carcere e sanzioni da 500 a 5mila euro per chi aggredisce un medico o un operatore sanitario, i reati di percosse e lesioni saranno procedibili d'ufficio e le aziende sanitarie dove è accaduta un'aggressione dovranno costituirsi parte civile. Sono alcuni dei punti chiave delle modifiche uscite dalle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera, al disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari, già licenziato dal Senato nei mesi scorsi. Un provvedimento molto atteso dagli Ordini, associazioni di categoria e sindacati, che dovrebbe andare in ula alla Camera a marzo.

Obiettivo del ddl anti-violenza "permettere a medici e operatori sanitari di lavorare al servizio dei cittadini in piena sicurezza, una questione di cui il MoVimento 5 Stelle si occupa da anni - risponde all'Adnkronos Salute Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari sociali -. Con questo provvedimento abbiamo istituito un Osservatorio il cui compito è monitorare, quantificare, localizzare e prevenire gli episodi di violenza".

Ma quali sono i punti principali del ddl emendato? "Con l’inserimento di un comma all’articolo 583 del Codice penale sulle lesioni personali, abbiamo introdotto quelle gravi (da 4 a 10 anni) e gravissime (da 8 a 16 anni) - spiega Lorefice - Siamo riusciti ad assicurare a medici e personale sanitario tutte le tutele che lo status di pubblico ufficiale comporta, ossia la procedibilità di ufficio e l’aggravio delle pene per chi commette aggressioni ai loro danni, in ogni luogo in cui operano, senza tutti gli oneri che l’attribuzione di tale qualifica comporterebbe. Abbiamo anche previsto che le aziende sanitarie avranno l'obbligo di costituirsi parte civile - prosegue - Infine il provvedimento approvato introduce attività di promozione, formazione e informazione, nonché la possibilità di protocolli operativi con le forze dell’ordine per garantire interventi tempestivi".

Il ddl risponde completamente alle esigenze degli operatori sanitari e alle loro rivendicazioni? "Questo disegno di legge è un primo importante passo per risolvere un problema ampio e complesso - risponde Lorefice - ma necessita di ulteriori interventi strutturali e molteplici, che questa legge da sola non può risolvere. Tuttavia, queste misure sono una risposta rigorosa verso chi si macchia del grave di reato di aggressione e testimoniano l’attenzione del governo e del Parlamento, nei confronti di chi quotidianamente lavora per garantire ai cittadini il bene più prezioso, ovvero la salute".

"Ci auguriamo che l’inasprimento delle pene possa contribuire a scoraggiare le aggressioni - sostiene la presidente della Commissione Affari sociali- d’altra parte sappiamo che occorre rendere più efficiente il comparto sanitario e per fare ciò bisogna investire, assumere, uniformare le cure sul territorio nazionale, riorganizzare il sistema formativo, avviare una programmazione che vada oltre l’emergenza. E’ questa la direzione in cui abbiamo lavorato in questi mesi, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto di fiducia tra il paziente e l’operatore, un’alleanza che è centrale per il buon funzionamento del Sistema sanitario", sottolinea Lorefice.

Il disegno di legge prevede anche che venga istituita la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, "per sensibilizzare la cittadinanza ad una cultura che condanni ogni forma di violenza, da celebrare annualmente in apposita data da fissare con decreto del ministro della salute".