Dapaglifozin efficace nello scompenso cardiaco, indipendentemente dal diabete


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con scompenso cardiaco (SC) e una ridotta frazione di eiezione, il rischio di peggioramento dello SC o il decesso per cause cardiovascolari sono inferiori dopo trattamento con dapagliflozin rispetto a trattamento con placebo.
  • Il risultato è indipendente dalla presenza o assenza di diabete.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di fase 3 e controllato con placebo ha coinvolto 4.744 pazienti con SC di classe II, III, o IV secondo la New York Heart Association (NYHA) e una frazione di eiezione uguale o inferiore a 40%.
  • I pazienti sono stati assegnati a trattamento con dapagliflozin (10 mg una volta al giorno) o placebo, in aggiunta alla terapia raccomandata.
  • L’esito primario era un composito di peggioramento dello SC o decesso cardiovascolare.
  • Fonte di finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Dopo un periodo mediano di 18,2 mesi, l’esito primario si è verificato nel 16,3% dei pazienti nel gruppo dapagliflozin e nel 21,2% di quelli del gruppo placebo (hazard ratio, HR 0,74; P
  • Un primo peggioramento dello SC è stato osservato nel 10,0% e nel 13,7% dei pazienti nei gruppi dapaglifozin e placebo, rispettivamente (HR 0,70).
  • Le percentuali corrispondenti per decesso per cause cardiovascolari sono state 9,6% e 11,5% (HR 0,82).
  • Il decesso per qualunque causa si è verificato nell’11,6% e nel 13,9% dei pazienti nei gruppo dapaglifozin e placebo, rispettivamente (HR 0,83).
  • I dati relativi ai pazienti con e senza diabete sono risultati simili.
  • Non sono emerse differenze tra i gruppi di trattamento per quanto riguarda eventi avversi legati a deplezione di volume, disfunzione renale e ipoglicemia.

Limiti dello studio

  • La generalizzabilità dello studio potrebbe essere limitata.
  • Pochi pazienti utilizzavano sacubitril-valsartan al basale.

Perché è importante

  • In pazienti con diabete di tipo 2 gli inibitori di SGLT2 riducono il rischio di primo ricovero per SC, suggerendo un’efficacia di questi farmaci nella prevenzione di SC incidente.