D'Amato presenta investimenti Pnrr Asl Roma 5

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Roma, 4 feb. (Adnkronos Salute) - Attivazione di 22 case della comunità, di 6 ospedali di comunità, 8 Centrali operative territoriali, adeguamento sismico degli ospedali, rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera con l’acquisto di 15 nuove apparecchiature di ultima generazione e un progetto di digitalizzazione. Questo in rapida sintesi il piano relativo ai primi investimenti del Pnrr nella Asl Roma 5.

Illustrati oggi a Palestrina dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e dal Direttore generale della Asl Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito, alla presenza del vicepresidente regionale, Daniele Leodori, del presidente della Commissione Sanità, Rodolfo Lena, del Vicesindaco della Città Metropolitana, Pierluigi Sanna, della consigliera regionale, Eleonora Mattia e dei sindaci del territorio, gli interventi previsti per i Distretti G5-G6 della Asl Roma 5 del piano di riorganizzazione che sarà finanziato dalla Regione Lazio per i primi investimenti del pnrr. L’iniziativa promossa dalla Regione Lazio ha messo in evidenza come cambierà e si evolverà il sistema sanitario locale. L’investimento fa parte del più ampio piano riorganizzativo della sanità laziale che vede impegnati 700 milioni di euro fino al 2026.

Il territorio si trasformerà così in porta di accesso alle cure e perno intorno a cui costruire risposte adeguate ai bisogni di salute della comunità. La Regione Lazio ha approvato per i Distretti G5-G6: importo complessivo 13.832.288,4 euro. 10 Case della Comunità previste nel Quadro Sanitario Programmatorio relativo alle Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, tutte finanziate dal Pnrr. Si è proceduto a richiedere alla Regione Lazio l’inserimento nel piano sanitario di ulteriori due strutture presso il comune di Montelanico, Segni e Gavignano; 2 Ospedali di Comunità previste nel Quadro Sanitario Programmatorio relativo alle Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, tutti finanziati dal Pnrr; 2 Centrali operative territoriali.

“I finanziamenti previsti dal Pnrr sono una grande sfida che ci permetterà di aprire una stagione di grandi investimenti. Questo è il momento di fare squadra tutti insieme per pensare e realizzare una nuova sanità che guarda ai bisogni delle persone e dei territori. Puntare sulla Sanità del territorio e le nuove tecnologie per una offerta sempre più di prossimità” ha commentato l’assessore D’Amato.

“Il Piano – spiega Santonocito - prevede investimenti volti a rafforzare la capacità di erogazione di servizi e prestazioni sul territorio, destinati in modo particolare alla popolazione con cronicità, grazie al potenziamento e alla realizzazione di strutture territoriali, l’estensione dell’assistenza domiciliare, il coordinamento tra setting di cura al fine di garantire la continuità dell’Assistenza, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con i servizi socio-sanitari”. Con il pnrr e gli altri fondi che la Regione Lazio ha investito nel corso degli ultimi 9 anni si completerà la nuova rete territoriale, per dare vita a una sempre più forte ed efficace integrazione tra la rete ospedaliera aziendale e quella territoriale, attraverso la presenza di strutture intermedie e tecnologie avanzate in grado di rispondere ad ogni esigenza di cura.

Le Case della comunità sono strutture sanitarie territoriali, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare (tipo Case della Salute). Il cittadino può trovare tutti i servizi sanitari di base, il medico di medicina generale e il pediatria, gli specialisti ambulatoriali e altri professionisti (logopedisti, fisioterapisti, tecnici della riabilitazione). Le Centrali operative territoriali (Cot) sono hub tecnologicamente avanzati per la presa in carico del cittadino e per il raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza. Gli Ospedali di Comunità sono strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinati a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica. Sono strutture intermedie tra la rete territoriale e l’ospedale, di norma dotati di 20 posti letto (max. 40 posti letto) e a gestione prevalentemente infermieristica.