D'Amato (Lazio), 'da Pnrr 32,9 mln per servizio sanitario Viterbo'

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Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) - L'attivazione di 5 Centrali operative territoriali, di 12 Case della comunità, di 4 Ospedali di comunità, l'adeguamento sismico degli ospedali e il rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera con l’acquisto di 21 nuove apparecchiature di ultima generazione. Questo, in sintesi, il piano di riorganizzazione che sarà finanziato dalla Regione Lazio con 32,9 milioni di euro pianificati per i primi investimenti del Pnrr e del piano nazionale investimenti complementari al Pnrr nella provincia di Viterbo presentato oggi dall'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, e dal direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti.

Quella che si va delineando - spiega la Regione Lazio in una nota - è una completa riorganizzazione delle strutture sanitarie intermedie e delle reti territoriali in una logica di prossimità, multidisciplinarità e multi-professionalità. Con il Pnrr e gli altri fondi che la Regione Lazio ha investito nel corso degli ultimi 9 anni si completerà la nuova rete territoriale, per dare vita a una sempre più forte ed efficace integrazione tra la rete ospedaliera aziendale e quella territoriale, attraverso la presenza di strutture intermedie e tecnologie avanzate in grado di rispondere a ogni esigenza di cura.

Le Case della Comunità - dettaglia la nota della Regione - sono strutture sanitarie territoriali, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare (tipo Case della salute). Qui il cittadino può trovare tutti i servizi sanitari di base: il medico di medicina generale e il pediatria, gli specialisti ambulatoriali e altri professionisti (logopedisti, fisioterapisti, tecnici della riabilitazione). Le Centrali operative territoriali (Cot) sono hub tecnologicamente avanzati per la presa in carico del cittadino e per il raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza. Gli Ospedali di comunità sono strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinati a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica. Sono strutture intermedie tra la rete territoriale e l’ospedale, di norma dotati di 20 posti letto (massimo 40) e a gestione prevalentemente infermieristica.

"Un sistema - sottolinea Donetti - nel quale le parole chiave sono 'prossimità, proattività e sicurezza delle cure', al fine di porre in essere una sempre più forte ed efficace integrazione tra la rete ospedaliera aziendale e quella territoriale, attraverso la presenza di strutture intermedie. In questo quadro di riferimento, le Uscat, l’ecosistema digitale nella logica dell’e-health, le reti cliniche, i centri clinici e i percorsi integrati di cura, svolgeranno il ruolo di strumento attivo delle Centrali operative e indicheranno le tecniche di funzionamento".