Dalle statine un possibile aiuto contro il tumore del seno triplo negativo

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • L’inizio della terapia con statine nei 12 mesi successivi alla diagnosi di tumore del seno triplo negativo (TNBC) non metastatico si associa a una migliore sopravvivenza specifica per tumore mammario e generale (OS).
  • Le statine potrebbero rappresentare un’opzione economica e sicura per il trattamento di questi tumori aggressivi.
  • I risultati devono essere confermati in futuri studi prospettici e con disegno adeguato.

 

Al di là della prevenzione cardiovascolare, le statine potrebbero avere un ruolo di primo piano anche in oncologia e in particolare nel migliorare gli esiti di sopravvivenza delle pazienti con il tumore del seno triplo negativo, una patologia ancora difficile da curare.

Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Cancer da un gruppo di ricercatori coordinati da Kevin T. Nead, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, Texas.

“Lo studio del ruolo delle statine in oncologia non è una novità, ma al momento i risultati sono contrastanti” esordiscono gli autori, descrivendo alcuni dei molti meccanismi molecolari che rendono ipotizzabile un beneficio derivato dalle statine nella terapia del cancro.

“La riduzione del colesterolo nel corso della terapia endocrina adiuvante può avere un effetto preventivo sulle recidive di tumore del seno positivo per il recettore degli ormoni e in stadio iniziale” spiegano, e aggiungono: “Nel tumore del seno le statine riducono inoltre la proliferazione e aumentano l’apoptosi, agiscono su pathway fondamentali per il TNBC e agiscono in modo sinergico con le terapie disponibili per questo tumore”.

Per chiarire l’impatto delle statine nella sopravvivenza dopo la diagnosi di TNBC, Nead e colleghi hanno utilizzato i dati contenuti nei registri Medicare Surveillance, Epidemiology, and End Results e Texas Cancer Registry e identificato 1.534 donne di età uguale o superiore a 66 anni, con diagnosi di TNBC non metastatico che avevano iniziato la terapia statinica entro 12 mesi dalla diagnosi.

Dall’analisi è emersa, in effetti, un’associazione significativa tra statine e miglioramento della sopravvivenza specifica per tumore mammario (hazard ratio standardizzato 0,42; P=0,022) e della OS (hazard ratio 0,70; P=0,046), mentre non sono emerse associazioni significative tra statine e sopravvivenza per le donne senza TNBC (15.979).

“Le statine sono farmaci molto utilizzati negli Stati Uniti e in altri paesi per la prevenzione cardiovascolare” dicono gli autori. “Se questi dati verranno confermati da studi prospettici ben disegnati, le statine potrebbero contribuire in modo significativo alla terapia di questo tumore aggressivo, con grandi vantaggi per le singole pazienti ma anche per la salute pubblica” concludono, ricordando che si tratta di farmaci poco costosi, facili da reperire e sicuri.