Cure palliative: non solo fine vita, non solo cancro

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Gruppo di lavoro SICP -  Società italiana di cure palliative

 

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce le cure palliative come un approccio che migliora la qualità di vita di pazienti e famigliari, siano essi adulti o bambini, che si trovino ad affrontare una condizione clinica di inguaribilità a prescindere dalla patologia di base [1].

Le cure palliative affermano il valore della vita considerando la morte come un evento naturale, mirano alla prevenzione e al sollievo dalla sofferenza tramite l’identificazione precoce e una corretta valutazione e trattamento del dolore e degli altri problemi fisici, psicosociali e spirituali.

Le cure erogate hanno l’obiettivo di assistere i malati nel loro percorso di cura attraverso la pianificazione di un progetto assistenziale individualizzato e condiviso, garantendo continuità di assistenza tra i diversi setting e utilizzando un approccio multidisciplinare e multi professionale, rispettoso della centralità della persona, della sua volontà e dignità.

L’OMS riconosce il diritto alle Cure Palliative come un diritto umano e, nella risoluzione WHA 19 del 2014 “Strengthening of Palliative Care as a Component of Comprehensive Care Throughout the Life Course” [2] invita gli stati membri a includere le cure palliative nel continuum di cura garantito dai propri sistemi sanitari, ponendo l’accento sulla necessità di una presa in carico precoce lungo il decorso di malattia e sull’accessibilità ai servizi che deve essere garantita anche per i pazienti con patologia non oncologica.

L'agenzia stima che oltre 56,8 milioni di persone globalmente nel mondo necessitino di cure palliative. La maggior parte di questi pazienti (31,1 milioni) ha bisogno di cure palliative precocemente nella propria storia di malattia, i restanti nel fine vita. In Europa, il bisogno di cure palliative riguarda circa l’1,4% della popolazione adulta ed è correlato a una patologia oncologica solo nel 40% dei casi: nella maggior parte dei casi la necessità nasce da malattie croniche evolutive non tumorali, in primis demenza e disordini cerebrovascolari.

L’invito dell’OMS a “un'azione urgente e concertata” per aumentare l'accesso a servizi di cure palliative di qualità e alla creazione di indicatori attuabili in grado di misurarne lo sviluppo è stato recepito a livello italiano con la Legge 38 del 2010, che sancisce il diritto all’accesso a una rete strutturata di cure palliative per ogni cittadino, in qualsiasi setting di cura e per qualsiasi patologia. Il successivo iter normativo, ancora in evoluzione, ci porta nel 2021 a poter considerare le cure palliative non solo come un “diritto”, ma anche come una disciplina medica, un Livello Essenziale di Assistenza (LEA) e una scuola di Specializzazione medica. La cornice pandemica ha ulteriormente dimostrato la capacità delle Reti di cure palliative (RCP) italiane di farsi carico della sofferenza in condizioni di alta complessità e vulnerabilità, qualunque sia la patologia di base.

In tale contesto la Società Italiana di Cure Palliative (SICP), fondata a Milano nel 1986, opera nell’ambito della produzione di documenti scientifici in proprio o con altre società scientifiche, della partecipazione ai tavoli istituzionali, del supporto alla ricerca e della formazione promuovendo la conoscenza, il progresso e la diffusione delle cure palliative in campo scientifico, clinico e sociale.

Siamo quindi felici di questa nuova collaborazione scientifica con Univadis Medscape Italia, il cui obiettivo sarà quello di fornire ai colleghi un aggiornamento puntuale, chiaro e di qualità in merito all’approccio palliativo in cure primarie, alle cure palliative simultanee e alle cure palliative di interesse internistico.