Cure oncologiche: italiani (abbastanza) soddisfatti del sistema sanitario nazionale

  • Cristina Ferrario
  • Uniflash
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Gli italiani, sia i cittadini sani che pazienti oncologici e i loro caregiver, sono in generale soddisfatti del sistema sanitario nazionale. Lo si legge sullo European Journal of Cancer Care dove sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio che ha coinvolto oltre 3.600 italiani da 6 diverse regioni (Lombardia, Lazio, Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria), per comprendere meglio la loro opinione sul sistema sanitario nazionale (SSN).

“Recentemente è stata posta grande attenzione alla soddisfazione dei pazienti nei confronti del proprio SSN” spiegano gli autori, guidati da Maria Silvia Cona, dell’Ospedale Luigi Sacco, ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, che hanno concentrato parte dei loro sforzi sui pazienti oncologici. “La percezione della qualità delle cure da parte di questi pazienti è particolarmente importante data la natura peculiare della patologia, che spesso si protrae per lunghi periodi con un forte impatto anche sociale e psicologico” spiegano.

Dalle risposte dei 1.831 cittadini sani e dei 1.779 pazienti oncologici e caregiver coinvolti nella ricerca è emersa una buona soddisfazione generale verso il SSN, con il 64% degli intervistati che ha espresso un giudizio positivo. E in genere la soddisfazione di pazienti e caregiver è risultata maggiore rispetto a quella della popolazione generale sana.

È comunque importante sottolineare le grandi differenze nel grado di soddisfazione emerse tra le diverse Regioni: si sono dichiarati soddisfatti l’81% degli intervistati in Lombardia, ma solo il 26% in Calabria. “Tali differenze tra le Regioni possono essere legate a ragioni di tipo socio-culturale, ma anche a differenze oggettive nella disponibilità di strutture e servizi sanitari tra le diverse aree del territorio” precisano gli autori, ricordando il ruolo autonomo delle singole regioni nell’ambito del SSN.

Le differenze regionali si attenuano quando si parla di soddisfazione verso il “lato umano” delle cure: circa il 70% degli intervistati apprezza l’empatia, la gentilezza e la preparazione del personale sanitario.

Resta il punto critico degli screening oncologici nazionali che non sono conosciuti e soprattutto poco utilizzati. “In questo contesto è fondamentale migliorare la qualità dell’informazione su rischi e benefici degli screening” spiegano Cona e colleghi.

“Questo studio rappresenta un esempio della raccolta di dati da parte dei associazioni di pazienti e oncologi che è stata poi presentata al Parlamento italiano per condividere con legislatori, policy maker e cittadini la reale percezione degli italiani sul Sistema sanitario nazionale” concludono gli autori, auspicando che altri studi che seguano questo esempio.