Cuore curato sotto ipnosi, da Asti nuovo protocollo


  • Adnkronos Salute
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Milano, 17 gen. (AdnKronos Salute) - Nelle sale operatorie d'Italia è in ascesa. E il Belpaese, pioniere nel mondo su questo fronte, le sta facendo da apripista. E' l'ipnosi che diventa protagonista di un nuovo protocollo di cura e conquista anche la cardiologia interventistica. La modalità operativa, presentata oggi a Milano dalla Divisione di cardiologia di Asti, ne prevede un utilizzo strutturato nelle procedure. L'ipnosi può essere usata con successo come terapia analgesica aggiuntiva nei pazienti sottoposti a procedure di elettrofisiologia ed emodinamica quali ablazioni, studi elettrofisiologici e impianti di pacemaker e defibrillatori, hanno spiegato gli esperti a 150 cardiologi interventisti italiani nel corso di un evento organizzato dall'Istituto Franco Granone - Centro italiano ipnosi clinico sperimentale (Ciics) di Torino e dall'Azienda sanitaria locale di Asti.

Sotto i riflettori i risultati, presentati dai cardiologi dell'ospedale 'Cardinal Massaia' di Asti, diretti da Marco Scaglione, del più grande studio osservazionale tutto italiano volto a valutare il ruolo dell'ipnosi nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti ad ablazione cardiaca. Con questa strategia, la procedura risulta indolore per quasi 8 pazienti su 10 (78%) senza dover ricorrere ad anestesia profonda e supporto ventilatorio, e l'ansia da intervento si riduce dell'83%. Questi i dati principali diffusi.

"Pur considerando che si tratta di interventi di cateterismo cardiaco per via percutanea, va detto che l'ablazione cardiaca effettuata con la tecnica della radiofrequenza produce bruciature del tessuto cardiaco che provocano dolore - spiega Scaglione - Inoltre l'ablazione transcatetere richiede l'utilizzo di sistemi di mappaggio tridimensionale delle camere cardiache dove diventa fondamentale l'immobilità del paziente. Per questi motivi, tenendo conto che la durata delle procedure può arrivare anche a 3 ore, è necessario tenere il paziente con un livello di sedazione tale da renderlo immobile e da permettergli un controllo del dolore".

L'ingresso della comunicazione ipnotica "come adiuvante della terapia farmacologica analgesica permette di ottenere un miglior controllo del dolore e un'azione sull'ansia e sul vissuto procedurale del paziente, che non vuole essere alternativo - chiarisce Scaglione - ma complementare al supporto anestesiologico". Secondo lo studio, l'ipnosi ha successo nel 97% dei casi e il paziente ha anche l'impressione che l'intervento duri meno (del 30% rispetto alla durata effettiva).

Con la comunicazione ipnotica tutti i pazienti hanno effettuato la procedura con una dose minore di farmaci analgesici, cosa che invece è stata necessaria nel 56% di coloro che non erano stati ipnotizzati, e in due pazienti si è dovuto ricorrere alla narcosi profonda per il controllo del dolore. I risultati, riflettono gli esperti, potrebbero comportare anche una riduzione dei costi procedurali.

"Negli ultimi anni, l'ipnosi sta emergendo come una strategia efficace per il controllo del dolore durante le procedure chirurgiche e rappresenta un protocollo ben consolidato in altre branche della medicina", ripercorre Scaglione. "Assoluta novità a livello internazionale è l'utilizzo nel campo cardiologico. Con oltre 300 procedure effettuate dal nostro centro, oggi sappiamo che l'ipnosi condotta da un terapista qualificato o da un operatore sanitario è una pratica efficace, sicura e senza effetti avversi".

La metodica, prosegue lo specialista, "si basa sul potere neurolinguistico della parola per cui il paziente viene 'portato', grazie alla comunicazione verbale, in una dimensione piacevole che permette lo svolgimento dell'intervento in pieno rilassamento e benessere".

La Divisione di cardiologia di Asti, spiegano dalla struttura, è "la prima al mondo ad aver strutturato l'utilizzo dell'ipnosi come coadiuvante alla terapia analgesica nelle procedure di cardiologia interventistica effettuate nei laboratori di elettrofisiologia e di emodinamica".

Per lo studio osservazionale sono stati arruolati 140 pazienti con fibrillazione atriale indirizzati all'ospedale Cardinale Massaia di Asti per la prima procedura di ablazione del catetere. I pazienti sono stati divisi in due gruppi, uno sottoposto a comunicazione ipnotica e l'altro utilizzato come gruppo di controllo. Lo stato ipnotico è stato raggiunto mediamente dopo 4 minuti. Gli operatori sanitari, sia medici che infermieri, sono stati formati con uno specifico corso in ospedale tenuto da tutor dell'Istituto Franco Granone - Ciics.