Crisi epilettiche in neonati, per 1 bimbo su 2 rischio diagnosi errata

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Roma, 13 giu. (Adnkronos Salute) - Le crisi epilettiche sono spesso difficili da diagnosticare nei neonati attraverso la sola clinica. Il rischio di errore di diagnosi e di terapie inappropriate è molto elevato e può raggiungere il 50% dei casi. I dati arrivano dal recente congresso nazionale della Lega italiana contro l’epilessia (Lice), svoltosi a Padova, durante il quale è stato lanciato il primo Registro italiano nazionale per il monitoraggio delle crisi neonatali.

"La gestione delle crisi neonatali - spiega Laura Tassi, presidente della Lice - è spesso affidata a professionisti di diversa specializzazione come neuropsichiatri infantili, neonatologi, neurologi e pediatri, per questo risulta quanto mai necessaria una uniformità diagnostica e operativa". Gli esperti ricordano come l’incidenza di crisi in età neonatale è di 1-5 ogni 1000 nuove nascite, rapporto che varia da Paese a Paese a seconda delle condizioni di registrazione, mentre nei nati pretermine, inferiori alla 30esima settimana gestazionale, il rischio è 10 volte maggiore.

Per quanto riguarda il Registro italiano delle crisi neonatali lo strumento coinvolgerà circa 40 terapie intensive neonatale, neuro-pediatrie e neuropsichiatrie infantili, in stretta collaborazione con il gruppo Innesco. "L’istituzione di un Registro italiano delle crisi neonatali - spiega Federico Raviglione, direttore della Unità Uonpia dell'Asst Rhodense e coordinatore del Gruppo Innesco - ha come scopo fondamentale quello di creare un database che consentirà di raggruppare i pazienti in base ad alla causa genetica/metabolica, sindromi epilettiche, eventi sintomatici. Questo consentirà lo studio e l’analisi strategica di casistiche di pazienti con crisi ed epilessie ad esordio neonatale valutandone con correttezza maggiore sia gli aspetti diagnostici sia le conseguenti azioni terapeutiche mirate".

Riconoscere le crisi neonatali non è mai semplice per i genitori, i primi 'guardiani' del neonato: spesso, infatti, le crisi sono confuse con la normale attività motorie. Le cosiddette crisi tonico-cloniche generalizzate, cioè quelle che coinvolgono tutto il corpo con scatti violenti, sono invece molto rare nei neonati.

In molti casi, l'insorgere di crisi nei neonati è conseguenza di un danno subito durante o subito dopo il parto come, per esempio, una ipossia o ischemia, o infezioni. In molti di questi casi la condizione si risolve senza conseguenze e il bambino non sviluppa epilessia crescendo.

In generale si distingue tra crisi neonatali, crisi sintomatiche acute espressione di danno peri-neonatale o prematurità, e le epilessie neonatali, dovute a condizioni genetiche-metaboliche benigne, ma talvolta ad evoluzione sfavorevole. Le crisi neonatali sintomatiche acute prevedono un trattamento acuto e spesso di breve durata a meno che non esitino in epilessie lesionali. Le crisi neonatali espressione di epilessie genetico-metaboliche ad esordio, prevedono invece un trattamento mirato, con la possibilità di instaurare fin da subito una terapia di precisione a patto di aver fatto la diagnosi corretta.