CRC: interrompere l’assunzione di oxaliplatino è fattibile dopo l’induzione con mFOLFOX6 + panitumumab

  • Eur J Cancer

  • Jim Kling
  • Univadis Clinical Summaries
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • Interrompere l’assunzione di oxaliplatino dopo la terapia di induzione con mFOLFOX6 + panitumumab ottiene efficacia simile con meno neuropatia periferica nei pazienti con tumore colorettale metastatico (metastatic colorectal cancer, mCRC).

Perché è importante

  • Studi precedenti hanno indicato che la riduzione intermittente di oxaliplatino è fattibile, ma pochi la hanno esaminata nel contesto della terapia con un anticorpo anti-recettore del fattore di crescita dell’epidermide.

Disegno dello studio

  • Studio di fase 2 SAPPHIRE di 113 pazienti affetti da mCRC con  RAS wild-type naïve alla chemioterapia che hanno completato 6 cicli (3 mesi) del regime fluorouracile, leucovorina e oxaliplatino modificato (mFOLFOX6) + panitumumab senza subire progressione.
  • I partecipanti sono stati assegnati casualmente a mFOLFOX6 + panitumumab o fluorouracile/leucovorina (5-FU/LV) + panitumumab.
  • Finanziamento: Takeda Pharmaceutical Company Ltd.

Risultati principali

  • Follow-up mediano di 19,6 mesi.
  • mFOLFOX6 + panitumumab rispetto a 5-FU/LV + panitumumab:
    • sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) a 9 mesi del 46,4% (IC 80%, 38,1–54,9%) rispetto al 47,4% (IC 80%, 39,1–55,8%);
    • PFS mediana di 9,1 mesi (IC 95%, 8,6–11,1 mesi) rispetto a 9,3 mesi (IC 95%, 6,0–13,0 mesi; HR=0,93, IC 95%, 0,60–1,43);
    • tasso di risposta dell’80,4% (IC 95%, 68,0%–88,8%) rispetto all’87,7% (IC 95%, 76,4%–94,2%);
    • sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) e tempo al fallimento del trattamento erano simili tra i 2 gruppi;
  • è stata osservata un’incidenza significativamente inferiore di neuropatia periferica di grado ≥2 nel gruppo non trattato con oxaliplatino (9,3% vs. 35,7%).

Limiti

  • Lo studio non era progettato per dimostrare la non inferiorità.