Covid ha accelerato l'aumento del personale Ssn, +5,5% nel 2020

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Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute)() - La pandemia di Covid-19 ha accelerato l'aumento del personale del Ssn. Se infatti il servizio sanitario ha subito una consistente riduzione del numero di dipendenti a tempo indeterminato tra il 2008 e 2017 (-40.000), seguita da una ripresa limitata nel biennio 2018-19, i dipendenti a tempo indeterminato nelle aziende ospedaliere risultano in lieve crescita già dal 2016, ma è nel 2020 che si osserva un incremento considerevole: +5,5%, circa 8.000 dipendenti in più. Lo evidenzia il focus dell'Ufficio parlamentare di bilancio sull'impatto di Covid-19 sui bilanci delle aziende ospedaliere italiane. Lo studio ha preso in considerazione 72 ospedali.

Mentre tra il 2015 e il 2019 il personale era stato rafforzato soprattutto nel Mezzogiorno, nel 2020 l'occupazione è aumentata principalmente al Centro e al Nord, con tassi superiori al 6% contro il 4% del Sud. Guardando alle qualifiche del personale assunto a tempo indeterminato, nel 2020 vi è stato un significativo aumento del numero di infermieri (+6% rispetto al 2019, pari a +4.087 unità, a fronte di +2.780 tra il 2016 e il 2019) e di medici (+5,1%, pari a +1.377 unità, contro +2.383 tra il 2016 e il 2019).

Per quanto riguarda il personale flessibile (a tempo determinato, lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità), ridimensionato negli anni precedenti anche grazie alle stabilizzazioni, nel 2020 è stato registrato un forte incremento, pari a circa il 30% (54% al Nord, 34% e 19% al Sud), corrispondente a più di 2.800 unità annue. Anche in questo ambito gli infermieri rappresentano la categoria con il maggiore aumento in valore assoluto (+1.392 unità) e, in questo caso, anche percentuale (+35%). Infine, anche per gli incarichi esterni e le collaborazioni, che nel passato si era cercato di limitare, nel 2020 si è registrato un aumento di circa 1.800 contratti attivi (+31,7%), a seguito degli interventi emergenziali.