'Covid-free 98% malati cancro polmone', Ieo pubblica modello


  • Adnkronos Salute
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Milano, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Al tempi della Covid-19 un malato di cancro al polmone subisce "un triplice attacco": dal tumore, dai possibili effetti avversi delle cure e dal coronavirus che proprio sull'organo del respiro si accanisce. Un 'fuoco incrociato' che l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano è riuscito a parare: "Su 325 pazienti in trattamento in Istituto al momento dello scoppio dell'emergenza - spiega il direttore di Oncologia toracica, Filippo de Marinis - solo 6 sono risultati positivi fino ad oggi": il 2% anzi meno, l'1,8%. "Tutti sono in vita e per nessuno di loro è stato necessario il ricorso alla terapia intensiva".

"L'applicazione tempestiva delle linee guida internazionali e delle indicazioni regionali per la protezione dal Covid-19 dei pazienti in terapia per tumore del polmone ha permesso di evitare il contagio nel 98% dei casi", annunciano dall'Irccs fondato da Umberto Veronesi, che ha messo nero su bianco il risultato - e la strategia seguita per ottenerlo - su 'Frontiers in Oncology'. "E' la prima pubblicazione, a livello internazionale, dei risultati delle indicazioni cliniche e organizzative per proteggere i pazienti oncologici con cancro del polmone dall'infezione Covid-19 - evidenzia de Marinis - e contiene buone notizie per questi malati che sembravano i più fragili e i più a rischio per il tipo di organo già colpito". Gli studi finora disponibili confermano infatti che i pazienti con tumore al polmone hanno un maggior rischio di contrarre il virus e affrontano una prognosi più grave in caso di contagio.

E' proprio il primario a parlare di "triplice attacco" per un polmone già aggredito dal cancro: "Primo, è sede di neoplasia; secondo, subisce i possibili effetti collaterali della terapia oncologica; terzo, può essere colpito dalla polmonite interstiziale causata dal virus" Sars-CoV-2. "Le misure di protezione dal virus diventano quindi misure salvavita per questi pazienti. Tant'è vero che in molti altri Paesi vengono tutti testati per la positività al virus". Ma in Italia non è così, e quindi l'Oncologia toracica Ieo con la direzione sanitaria "si è attivata in anticipo per tutelare i propri pazienti con le informazioni e gli strumenti disponibili".

Sin dai primi giorni dell'esordio del virus in Italia - riferiscono da via Ripamonti - l'Ieo ha messo a punto linee guida interne specifiche per quanto riguarda le terapie, poi avvalorate e ampliate dalle indicazioni delle società scientifiche, e ha attivato specifici modelli organizzativi e logistici in linea con le indicazioni regionali e nazionali che nel tempo si susseguivano.

L'Irccs ha rinviato le terapie procrastinabili senza rischio eccessivo (circa il 40% del totale), ha rimandato visite e controlli ambulatoriali e, grazie a un accordo con Ats e sponsor privati ha fatto in modo che le terapie orali fossero ritirate sul territorio regionale o extraregionale, senza la necessità per il paziente di spostarsi e di accedere all'ospedale. Parallelamente, insieme alla direzione sanitaria, ha regolamentato l'accesso all'Istituto: triage telefonico il giorno prima dell'accesso, triage clinico con misura della febbre e della capacità respiratoria il giorno stesso, divieto di accesso a familiari e accompagnatori, obbligo della mascherina per pazienti ed esterni.

"Il coronavirus ha cambiato il nostro lavoro di medici oncologi e la nostra percezione di pericolo, sia per i nostri pazienti che per noi - commenta de Marinis - Ma ha confermato che anche in questa rivoluzione rimane centrale il rapporto umano fra medico-paziente. I nostri pazienti sono stati chiamati e richiamati uno a uno", racconta. "Non solo per il triage, ma anche per spiegare loro i rischi reali del contagio, i comportamenti da adottare a livello personale e familiare, e poi ancora per discutere con loro la gestione della malattia, illustrando il perché degli eventuali rinvii protettivi". E "ricavandone sempre - conclude lo specialista - una percezione di collaborazione e di non abbandono".