COVID-19 – Vaccino vs immunità naturale contro omicron, chi ha la meglio?

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • Un’infezione pregressa con una variante diversa del virus SARS-CoV-2 dimezza il rischio di infezione sintomatica da variante omicron BA.1 e BA.2.
  • Il ciclo primario con i vaccini a mRNA non offre nessuna protezione a 6 mesi dalla seconda dose.
  • La vaccinazione con booster ha un’efficacia paragonabile a quella dell’infezione.
  • Il massimo della protezione è dato dalla combinazione di infezione e vaccinazione con booster.
  • Tutti i tipi di immunità proteggono dall’infezione severa e fatale da variante omicron BA.1 e BA.2.

 

Uno studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine fa il punto su quale grado di protezione ci si può aspettare contro l’infezione sintomatica dalle varianti omicron BA.1 e BA.2 dalla risposta immunitaria elicitata dall’infezione e/o dalla vaccinazione. Sia l’infezione naturale che la vaccinazione con booster proteggono in circa il 50% dei casi, percentuale che sale però oltre al 75% in chi ha contratto l’infezione ma ha anche completato il ciclo vaccinale esteso. Indipendentemente dalla modalità con cui si è instaurata, l’immunità è altamente protettiva contro le forme gravi e fatali di COVID-19.

I dati vengono dal Qatar, investito da un’ondata della variante omicron del virus SARS-CoV-2 a partire dalla seconda metà di dicembre 2021. Inizialmente l’ondata era dominata dalla sottovariante BA.1 che nel giro di pochi giorni ha iniziato ad essere soppiantata dalla sottovariante BA.2. Gli autori dello studio hanno calcolato la protezione offerta dall’infezione pregressa con una variante di SARS-CoV-2 diversa da omicron, dalla vaccinazione con due o tre dosi dei vaccini a mRNA (BNT162b2 [Pfizer–BioNTech] o mRNA-1273 [Moderna]) e dalla combinazione delle due.

Gli autori dello studio hanno visto che l’efficacia di un’infezione pregressa contro l’infezione sintomatica da BA.2 era 46,1% (95%CI 39,5-51,9). Due dosi del vaccino BNT162b2 non erano per nulla protettive; tuttavia, occorre sottolineare il fatto che al momento dell’ondata di BA.1 e BA.2 quasi tutti i vaccinati avevano ricevuto la seconda dose più di 6 mesi prima. Coloro che avevano ricevuto anche una terza dose del vaccino BNT162b2 avevano una protezione pari al 55,1% (50,9-58,9), coloro poi che avevano incontrato il virus ed avevano ricevuto tre dosi di vaccino BNT162b2 erano protetti al 77,3% (72,4-81,4) dall’infezione sintomatica. Sia chi si era infettato con varianti diverse, sia chi aveva ricevuto il vaccino BNT162b2 sia chi aveva un’immunità ibrida aveva una protezione superiore al 70% dalle forme severe di COVID-19 e dal decesso. I ricercatori del Qatar hanno riscontrato risultati paragonabili analizzando l’efficacia contro l’infezione da BA.1 (non c’erano differenze nella protezione da BA.1 e BA.2) e quella della vaccinazione con mRNA-1273.

“Questi dati si spiegano con la protezione di breve durata della serie primaria di vaccinazione contro le infezioni omicron – affermano gli autori – e con la protezione più durevole offerta dall’infezione maturale, come confermato da un’ulteriore analisi della protezione come funzione del tempo trascorso dalla precedente infezione o dalla vaccinazione”.