COVID-19 – uno studio conferma: i disturbi di gusto e olfatto sono frequenti


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • I disturbi di gusto e olfatto (OTD), quali disgeusia o ageusia e iposmia o anosmia, sembrano frequenti nell’infezione da SARS-CoV-2 e potrebbero precedere l’insorgenza della malattia clinica conclamata.
  • Su 59 pazienti intervistati ricoverati all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, il 33,9% ha riportato almeno un disturbo o del gusto o dell’olfatto.
  • I più colpiti sono stati i più giovani e le donne, e 12 hanno dichiarato di aver presentato i sintomi prima dell’ammissione in ospedale.
  • Le alterazioni più frequenti prima del ricovero hanno riguardato il gusto.

Descrizione dello studio

  • Sondaggio cross-sectional sulla prevalenza di OTD nell’infezione da SARS-CoV-2.
  • Il 19 marzo 2020, ai pazienti positivi ricoverati al Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano e in grado di dare il consenso informato è stato sottoposto, come intervista orale, un questionario con domande su presenza o assenza di OTD, il tipo e il momento dell’insorgenza rispetto al ricovero.

Risultati principali

  • I pazienti intervistati sono stati 59 (età media 60 [50-74], 67,8% uomini) su 88.
  • Il 33,9% dei pazienti (20) ha riportato almeno un disturbo o del gusto o dell’olfatto e il 18,6% (11) entrambi.
  • Il 20,3% (12) ha presentato i sintomi prima dell’ammissione in ospedale, mentre il 13,5% (8) durante la degenza ospedaliera.
  • Alterazioni del gusto sono state più frequenti prima del ricovero (91%); successivamente alterazione di gusto e olfatto si sono osservate con la stessa frequenza.
  • Gli OTD sono stati riportati più spesso dalle donne rispetto agli uomini (10/19 [52,6%] contro 10/40 [25%], P=0,036).
  • I pazienti con almeno un OTD erano più giovani di quelli senza (età mediana 56 anni (Inter Quartile Range 47-60) contro 66 (52-77), P=0,035).
  • Al momento del colloquio, i pazienti hanno riportato la persistenza di OTD.

Perché è importante

  • Nonostante siano stati descritti i maggiori segni e sintomi della malattia dichiarata da SARS-CoV-2, non si è riuscito a fare un resoconto di quelli minori che possono essere presenti nella fase precoce dell'infezione.
  • Il meccanismo patogenetico sottostante i disturbi di gusto e olfatto, collegati a un ampio range di infezioni virali, potrebbero essere spiegati da alcune prove.
  • Gli autori spiegano che con un modello murino è stata dimostrata la penetrazione transneuronale attraverso il bulbo olfattivo di SARS-CoV e che il recettore per l’enzima di conversione dell’angiotensina 2, usato da SARS-CoV-2, è espresso nelle cellule epiteliali della mucosa della cavità orale.
  • Non è stato possibile eseguire un questionario più strutturato associato a test validati a causa delle limitazioni legate alla diffusività della malattia e alle contingenze di emergenza.
  • In un contesto pandemico sono necessari ulteriori studi su pazienti non ricoverati in modo da poter accertare se i sintomi osservati, anche se non specifici, possano essere utili per indirizzare i test sui paucisintomatici.