COVID-19 ‒ Uno sguardo ai trapiantati di rene


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Rispetto ai pazienti con Covid-19 nella popolazione generale, 36 pazienti trapiantati di rene che hanno contratto SARS-Cov-2 avevano meno febbre come sintomo iniziale, conta delle cellule CD3, CD4 e CD8 inferiore e una progressione clinica più rapida.
  • La mortalità precoce tra i trapiantati di rene con Covid-19 sembra molto elevata.

Descrizione dei pazienti

  • Al Montefiore Medical Center sono stati identificati 36 pazienti destinatari di trapianto di rene (72% uomini, età media 66 anni [intervallo da 32 a 77]) con Covid-19 tra il 16 marzo e il 1 aprile.
  • 27 pazienti (75%) avevano ricevuto il rene da un donatore deceduto, 25 (94%) avevano ipertensione, 25 (69%) diabete mellito, 6 (17%) erano cardiopatici e 13 (36%) avevano fumato o erano fumatori.
  • 35 (97%), 34 (94%) e 31 (86%) stavano prendendo rispettivamente tacrolimus, prednisone e micofenolato mofetile o acido micofenolico.

Malattia

  • Il sintomo iniziale più comune è stato la febbre (21 pazienti [58%]), e 8 pazienti (22%) hanno avuto diarrea.
  • 8 pazienti (22%) in condizioni stabili senza sintomi respiratori maggiori sono stati monitorati a casa.
  • Dei 28 pazienti (78%) ammessi in ospedale, 27 (96%) hanno avuto risultati radiografici coerenti con una polmonite virale, 11 (39%) hanno ricevuto ventilazione meccanica, 6 (21%) terapia sostitutiva renale.
  • In un follow-up mediano di 21 giorni (intervallo da 14 a 28), 10/36 pazienti trapiantati (28%) e 7/11 pazienti intubati sono deceduti.
  • Tra quelli monitorati in casa, i 2 deceduti erano pazienti trapiantati recentemente che avevano ricevuto globulina antitimocitaria nelle precedenti 5 settimane.

Analisi di laboratorio

  • Tra i 28 pazienti ricoverati in ospedale, 22 (79%) avevano linfocitopenia, 12 (43%) trombocitopenia, e 19 (68%), 20 (71%) e 8 (29%) rispettivamente bassa conta delle cellule CD3, CD4 e CD8.
  • 10 pazienti (36%) avevano livelli di ferritina > 900 ng/mL, 13 (46%) livelli di proteina C-reattiva > 5 mg/dL, 12 (43%) livelli di procalcitonina > 0,2 ng/mL e 16 (57%) livelli di d-dimero > 0,5 μg/mL.

Trattamento

  • La gestione dell'immunosoppressione ha incluso la sospensione di un antimetabolita in 24/28 pazienti (86%).
  • Il tacrolimus è stato sospeso in 6/28 pazienti (21%) gravi.
  • L’idrossiclorochina è stata somministrata in 24/28 pazienti (86%).
  • L’apixaban è stato amministrato ai pazienti con livelli di d-dimero > 3,0 μg/mL.
  • 6 pazienti gravi hanno ricevuto l’inibitore CCR5 leronlimab (PRO 140, CytoDyn) per uso compassionevole, e 2 l’antagonista del recettore dell'interleuchina-6 tocilizumab.
  • I livelli di interleuchina-6, molto elevati (intervallo da 83 a 8.175 pg/mL) al momento di iniziare il leronlimab (giorno 0) nei 5 pazienti con livelli elevati, sono diminuiti considerevolmente 3 giorni dopo (intervallo, da 37 a 2.022 pg/mL).
  • 1 paziente con il minor livello di interleuchina-6 (83 pg/mL) è rimasto in condizioni stabili senza essere intubato.

Conclusioni e considerazioni

  • La bassa conta delle cellule CD3, CD4 e CD8 riscontrata supporta indirettamente la necessità di diminuire le dosi di agenti immunosoppressivi nei pazienti con Covid-19, soprattutto in quelli che hanno da poco ricevuto globulina antitimocitaria.
  • La mortalità precoce appare molto elevata tra i pazienti sottoposti a trapianto di rene con Covid-19: 28% a 3 settimane rispetto a quella dall'1% al 5% dei pazienti nella popolazione generale testati negli Stati Uniti e quella tra l'8 e il 15% dei pazienti con età superiore ai 70 anni.