COVID-19: un trattamento antineoplastico recente è collegato a esiti peggiori

  • Chavez-MacGregor M & al.
  • JAMA Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • I pazienti oncologici che hanno ricevuto trattamento antineoplastico nei 3 mesi precedenti una diagnosi di COVID-19 ottengono esiti peggiori rispetto ai pazienti con COVID-19 privi di tumori.

Perché è importante

  • I risultati indicano che la stratificazione del rischio in base al trattamento recente ha implicazioni per pazienti, medici e sistemi sanitari.

Disegno dello studio

  • Studio di 507.307 soggetti con diagnosi di COVID-19 da gennaio a dicembre 2020.
  • Esiti: mortalità, ventilazione meccanica, ricovero in UTI e ricovero in ospedale entro 30 giorni dalla diagnosi di COVID-19.
  • Finanziamento: National Cancer Institute.

Risultati principali

  • Il 30,1% dei 14.287 pazienti oncologici aveva ricevuto trattamento recentemente.
  • Il rischio di mortalità non differiva significativamente tra pazienti che non avevano ricevuto alcun trattamento antineoplastico recente e quelli privi di tumori (OR=0,93; P=0,12).
  • I pazienti che avevano ricevuto un trattamento antineoplastico recente hanno evidenziato, rispetto a quelli privi di tumori, un rischio significativamente maggiore di:
    • mortalità (OR=1,74; P<0,001);
    • ricovero in UTI (OR=1,69; P<0,001);
    • ricovero in ospedale (OR=1,19; P<0,001);
  • Rispetto ai pazienti con tumori solidi non metastatici:
    • i pazienti con tumori solidi metastatici hanno evidenziato un rischio maggiore di mortalità (OR=2,36; P<0,001) e di ricovero in ospedale (OR=1,37; P<0,001);
    • i pazienti con neoplasie maligne ematologiche hanno evidenziato un rischio maggiore (tutti P<0,001) di mortalità (OR=1,72), ventilazione meccanica (OR=1,42), ricovero in UTI (OR=1,29) e ricovero in ospedale (OR=1,44);
  • i pazienti che avevano ricevuto radioterapia, chemioterapia o chemioimmunoterapia hanno evidenziato esiti peggiori.

Limiti

  • Studio osservazionale.