COVID-19 – Tocilizumab nei pazienti con polmonite grave: aggiornamenti dall’Italia


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con polmonite grave da COVID-19, l’uso di tocilizumab per via endovenosa o sottocutanea può ridurre il rischio di ventilazione meccanica invasiva e decesso.
  • Il trattamento aumenta tuttavia il rischio di altre infezioni.
  • I risultati devono essere confermati negli studi randomizzati attualmente in corso.

Descrizione dello studio

  • Nello studio retrospettivo, osservazionale, di coorte sono stati inclusi 544 pazienti ricoverati con polmonite grave da COVID-19 in centri di terzo livello a Bologna, Reggio Emilia e Modena.
  • Tutti i pazienti hanno ricevuto le cure standard (ossigeno, idrossiclorochina, azitromicina, antiretrovirali ed eparina a basso peso molecolare).
  • Un sottogruppo di pazienti ha ricevuto anche tocilizumab per via endovenosa (8 mg/kg per un massimo di 800 mg) in due infusioni a 12 ore di distanza.
  • Nel caso la formulazione endovenosa non fosse disponibile, tocilizumab è stato somministrato per via sottocutanea (162 mg in due dosi simultanee, una in ciascuna coscia).
  • L’endpoint primario era un composito di ventilazione meccanica invasiva o decesso.
  • Le analisi sono state aggiustate per sesso, età, centro di reclutamento, durata dei sintomi e punteggio Sequential Organ Failure Assessment (SOFA) al basale.

Risultati principali

  • Il 16% dei pazienti nel gruppo solo cure standard e il 18% nel gruppo tocilizumab ha avuto bisogno di ventilazione meccanica (P=0,41).
  • Le percentuali di decesso sono state del 20% e del 7% nei gruppi solo cure standard e tocilizumab, rispettivamente (P
  • Nei sottogruppi tocilizumab per via endovenosa e sottocutanea le percentuali sono risultate simili: 18% e 19% per la ventilazione meccanica e 7% e 8% per il decesso, rispettivamente.
  • Dopo gli aggiustamenti, il trattamento con tocilizumab è risultato associato a una riduzione del rischio dell’endpoint primario (hazard ratio aggiustato 0,61; P=0,020).
  • La diagnosi di nuove infezioni è stata posta nel 13% dei pazienti trattati con tocilizumab rispetto al 4% di quelli sottoposti alla sola terapia standard (P

Limiti dello studio

  • Studio retrospettivo e osservazionale
  • Breve follow-up.
  • Non è possibile escludere la presenza di fattori confondenti.
  • La disponibilità del farmaco ne ha condizionato l’utilizzo.
  • Per alcuni pazienti non erano disponibili informazioni su marcatori di infiammazione e coagulazione.

Perché è importante

  • Solo l'antivirale remdesivir è finora stato approvato per la polmonite da COVID-19, ma occorrono dati sul ruolo degli altri farmaci in sperimentazione.