COVID-19 - TERAVOLT, una collaborazione globale per i pazienti con tumori toracici


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Si chiama TERAVOLT – acronimo per Thoracic cancERs international coVid 19 cOLlaboraTion – e rappresenta una raccolta internazionale di dati su pazienti con neoplasie toraciche e i loro esiti nell’era della pandemia COVID-19.

“Lo scopo di questo consorzio è fornire dati per guidare gli oncologi nella gestione dei pazienti con tumori toracici e aiutare la comunità medico-scientifica a comprendere i fattori di rischio di morbilità e mortalità per il nuovo coronavirus” spiega Marina Chiara Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

I primi dati raccolti nel nuovo registro, che al 20 aprile aveva già raccolto l’interesse di 160 centri e organizzazioni da 21 paesi in tutti i continenti, sono stati presentati dall’esperta nel corso del meeting annuale (e virtuale) della American Association for Cancer Research (AACR), in una speciale sessione dedicata a Cancro e Covid-19. “Questi primi dati TERAVOLT derivano dai report forniti da 8 paesi su 200 pazienti con Covid-19 e tumori toracici” ha affermato Garassino, che nella sua presentazione ha descritto anche l’iter – incredibilmente rapido – che ha portato alla creazione del registro e all’arruolamento del primo paziente il 26 marzo, dopo circa 10 giorni dall’idea iniziale (15 marzo).

La fotografia TERAVOLT mostra pazienti con età media di 68 anni e per la maggior parte maschi (70% circa). I tumori più comuni erano quello del polmone non a piccole cellule (NSCLC; 75,5%) e a piccole cellule (SCLC; 14,5%), con circa 3/4 di tutti i pazienti (73,5%) con malattia di stadio IV e l’83,8% con almeno una comorbilità (ipertensione la più comune: 47%).

Il 73,5% dei pazienti era in terapia sistemica con inibitori tirosin chinasici (19%), chemioterapia (32,7%), immunoterapia (23,1%), chemio-immunoterapia (13,6%) o altre terapie (11,6%). Febbre, tosse e dispnea i sintomi di presentazione più comuni e presenti in oltre la metà dei pazienti, mentre la complicanza più frequente è stata la polmonite (79,6%). Nel 34,6% dei casi i pazienti sono deceduti in ospedale, terapia intensiva o a domicilio.

“La maggior parte di essi non è stata ricoverata in terapia intensiva” ha precisato l’esperta, ricordando che il tipo di tumore non sembra influenzare la sopravvivenza e che non ci sono prove di un’associazione tra un particolare trattamento oncologico o una specifica comorbilità e il rischio di decesso.

“I dati suggeriscono che a causa della loro neoplasia i pazienti con cancro toracico hanno meno probabilità di essere ricoverati in terapia intensiva e hanno un maggior rischio di ricovero prolungato e mortalità per Covid-19” ha affermato Garassino, per poi concludere: “Non è il momento di procedere da soli, dobbiamo continuare a unire i nostri sforzi per avere risultati certi nel minor tempo possibile”.