COVID-19 – Rischio più alto di morte con diabete, ipertensione, obesità e fumo

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • Dalla metanalisi di studi osservazionali è emerso che i pazienti colpiti dal COVID-19 affetti da diabete, ipertensione, che sono obesi o che fumano hanno un rischio più alto di morire.
  • Secondo i ricercatori, questi soggetti dovrebbero avere la priorità nei riguardi della vaccinazione e le politiche dovrebbero promuovere uno stile di vita sano, in modo da ridurre i fattori di rischio e le comorbilità dei pazienti.

Il diabete, l’ipertensione, l’obesità e il fumo si associano a una mortalità per COVID-19 più alta, andando a contribuire nel complesso a quasi il 30% dei decessi. A dirlo è uno studio apparso su BMJ Open. Si tratta di una revisione sistematica della letteratura e metanalisi di studi osservazionali, in cui è stato calcolato un rischio relativo di morte più alto del 54% per i diabetici, del 42% per chi soffre di ipertensione, e del 28%, 29%, e 25% per chi è rispettivamente fumatore (ever smoker), fumatore attuale ed ex fumatore. Inoltre, il rischio dei pazienti con obesità, rispetto ai non obesi, era del 45% e un aumento dell’indice di massa corporea (BMI) di 5 kg/m2 è stato associato a un rischio più alto del 12%, sebbene non sia stata trovata linearità tra il BMI e il rischio di morire di COVID-19.

In precedenza alcune metanalisi avevano già riportato un tasso di mortalità più alto nei pazienti COVID-19 con comorbilità. Non erano però state eseguite particolari analisi e, inoltre, dalla loro apparizione sono stati pubblicati diversi altri studi. Scopo degli autori è stato quindi studiare le associazioni tra diabete, ipertensione, BMI o fumo con il rischio di morire nei pazienti colpiti dal COVID-19 e stimare le percentuali di morti imputabili a queste condizioni.

Sono stati così inclusi 186 studi pubblicati fino a novembre 2020, per un totale di 210.447 decessi tra gli oltre 1,3 milioni di pazienti COVID-19. È stato calcolato un SRR (summary relative risk, ovvero un rischio relativo cumulativo) di decesso di 1,54 nei pazienti con diabete rispetto a quelli senza e di 1,42 nei pazienti con ipertensione rispetto a quelli senza. L’SRR nei pazienti obesi (IMC ≥30 kg/m2) rispetto ai non obesi (IMC <30 kg/m2) era di 1,45. In più, si è notato un SRR di 1,12 per un incremento di 5 kg/m2 dell'IMC. È stata poi osservata una relazione dose-risposta non lineare tra l'IMC e la mortalità per COVID-19, con un curva piatta intorno a un IMC di 22-24 kg/m2, un leggero aumento del rischio al di sotto e un aumento dell’1,5-2 volte con un IMC di 40-45 kg/m2 rispetto a 22-24 kg/m2. Per quanto riguarda il fumo, l’SRR era pari a 1,28, 1,29 e 1,25 rispettivamente per chi aveva fumato almeno per un certo periodo della vita, i fumatori attuali e gli ex fumatori rispetto a chi non aveva mai fumato. Gli autori hanno poi calcolato il rischio assoluto di morire per COVID-19, e hanno visto che aumenta del 14%, dell’11%, del 12% e del 7% per chi rispettivamente è diabetico, iperteso, obeso o fumatore. Infine, sulla base di studi che avevano aggiustato per fattori di rischio multipli, la percentuale di decessi imputabili a queste condizioni era pari a 8%, 7%, 11% e 2%.

Per gli autori, nonostante i diversi limiti dello studio, i risultati ottenuti potrebbero avere importanti implicazioni per la salute pubblica e indicano che le persone con fattori di rischio cardiovascolare dovrebbero avere priorità per la vaccinazione. “Inoltre, poiché il fumo è un fattore di rischio per diverse malattie croniche, tra cui il cancro e le malattie cardiovascolari, le nostre scoperte supportano l’importanza della prevenzione e della cessazione del fumo e appoggiano le politiche e gli sforzi di sanità pubblica per ridurre la prevalenza del fumo nella popolazione generale” sottolineano.