COVID-19 – Rischio di insufficienza respiratoria con idrossiclorochina


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In un ampio campione di pazienti consecutivi con COVID-19 ricoverati in un ospedale negli Stati Uniti, l’uso di idrossiclorochina non è stato associato con un rischio significativamente maggiore o minore di intubazione o morte rispetto ai pazienti che non assumevano l'antimalarico.
  • I risultati dello studio osservazionale non consentono di escludere benefici o danni del trattamento, ma non ne supportano l’uso al di fuori di trial clinici randomizzati che ne testino l’efficacia.

Descrizione dello studio

  • Sono stati ottenuti i dati di 1.446 pazienti consecutivi ospedalizzati dal 7 marzo all’8 aprile 2020 in un centro medico di New York, 70 dei quali esclusi dalle analisi perché intubati, deceduti o dimessi entro 24 dalla presentazione al pronto soccorso (baseline).
  • L’endpoint primario è stato un composito di intubazione o morte in un analisi time-to-event.
  • Gli outcome dei pazienti che hanno ricevuto idrossiclorochina sono stati confrontati a quelli dei pazienti non trattati con il farmaco utilizzando un modello di cox multivariabile con ponderazione di probabilità inversa in base al punteggio di propensione.
  • Fonti di finanziamento: National Institutes of Health.

Risultati principali

  • In un follow-up mediano di 22,5 giorni, tra i 1.376 pazienti inclusi nelle analisi, 346 (25,1%) hanno avuto un evento di endpoint primario: 180 sono stati intubati, 66 dei quali sono successivamente deceduti, e 166 sono morti senza essere intubati.
  • I pazienti che hanno ricevuto l’idrossiclorochina (600 mg due volte al giorno e poi 400 mg al giorno per una mediana di 5 giorni) sono stati 811 (58,9%), di cui il 45,8% ha iniziato il trattamento entro 24 ore dalla presentazione al pronto soccorso e l’85,9% entro 48 ore.
  • I pazienti trattati con idrossiclorochina erano più gravemente malati alla baseline rispetto a quelli che non hanno ricevuto il farmaco (rapporto mediano della pressione parziale di ossigeno arterioso con la frazione di ossigeno ispirato 223 contro 360 mm Hg).
  • Nell’analisi principale, non è stata osservata un’associazione significativa tra l’uso di idrossiclorochina e l’intubazione o il decesso (hazard ratio 1,04, IC 95% 0,82-1,32) e le analisi di sensibilità multipla hanno dato risultati simili.

Limiti dello studio

  • Nonostante la correzione per diversi confondenti, è possibile che sia rimasta una certa quantità di confondimento non misurato.
  • Mancanza di dati per alcune variabili e potenziale inaccuratezza delle cartelle elettroniche.
  • Un solo centro.

Perché è importante

  • La clorochina e l’idrossiclorochina sono state utilizzate in pazienti con COVID-19, anche se non ci sono trial clinici robusti che ne dimostrino l’efficacia in questa malattia.
  • Studi recenti hanno suggerito che l’idrossiclorochina abbia proprietà antivirali più potenti rispetto alla clorochina e un miglior profilo di sicurezza.
  • Sono necessari trial controllati randomizzati sull’idrossiclorochina nei pazienti con COVID-19.