COVID-19 – Riflettori sul presunto effetto protettivo dei corticosteroidi inalatori


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • I primi report hanno messo in luce una bassa prevalenza di pazienti con patologie respiratorie croniche tra quelli ricoverati in ospedale per COVID-19, facendo supporre un effetto protettivo del trattamento con ICS.
  • In questo studio è stata osservata una maggiore mortalità da COVID-19 nei pazienti con asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) in trattamento con corticosteroidi inalatori (ICS), ma l'analisi mostra che il fenomeno potrebbe essere dovuto ad altri fattori confondenti.
  • I risultati suggeriscono che questi pazienti non dovrebbero modificare la loro terapia con ICS a causa della pandemia in corso.

Descrizione dello studio

  • Nello studio osservazionale sono stati analizzati i dati delle cartelle elettroniche di pazienti con asma o BPCO associandoli a quelli del registro decessi dell’Office of National Statistics.
  • I pazienti con asma avevano ricevuto una prescrizione di ICS o monoterapia con beta agonisti a breve durata d’azione (SABA) entro 4 mesi dall’inizio del follow-up.
  • Sempre entro 4 mesi dall’inizio del follow-up, i pazienti con BPCO avevano invece ricevuto la prescrizione di ICS o di una combinazione di beta agonisti a lunga durata d’azione più antagonista muscarinico (LABA-LAMA).
  • Sono stati confrontati gli esiti di decessi legati a COVID-19 tra i pazienti con prescrizione di ICS e quelli con prescrizione di altri trattamenti: ICS versus LABA-LAMA per la coorte BPCO; bassa o media dose e alta dose di ICS versus SABA per la coorte asma.
  • Con modelli di regressione di Cox sono stati stimati gli hazard ratios (HRs) per l’associazione tra le esposizioni e i rischi in ciascuna popolazione con diversi aggiustamenti.
  • Fonte di finanziamento: UK Medical Research Council.

Risultati principali

  • Nell’analisi sono state coinvolte 148.557 persone con BPCO e 818.490 con asma.
  • I soggetti con BPCO ai quali erano stati prescritti ICS avevano un rischio maggiore di decesso associato a COVID-19 rispetto a quelli con prescrizione di LABA-LAMA (HR aggiustato 1,39).
  • Nel gruppo asma, rispetto ai pazienti con prescrizione di monoterapia con SABA,quelli con prescrizione di ICS ad alte dosi avevano un maggior rischio di decesso (1,55) a differenza di quelli con prescrizione di ICS a dosi bassa e media.
  • Secondo l’analisi, l’apparente associazione negativa potrebbe essere spiegata da piccole differenze nelle condizioni di salute dei pazienti con e senza prescrizione di ICS non registrate nel database.

Limiti dello studio

  • Resta il rischio di fattori confondenti residui.
  • Non è possibile escludere eventuali classificazioni non corrette delle esposizioni ai diversi trattamenti.
  • I risultati potrebbero non essere generalizzabili ad altri gruppi di popolazione.

Perché è importante

  • Gli esiti gravi di COVID-19 sono spesso legati a complicanze polmonari quali lo scompenso respiratorio.
  • Conoscere l’effetto degli ICS permetterebbe di gestire meglio la terapia in pazienti con asma e BPCO.