COVID-19 – Pubblicati i dati epidemiologici nazionali per l'Italia


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In Italia, come già osservato in Cina, gli esiti di COVID-19 sono peggiori nei pazienti maschi più anziani e con comorbilità.
  • Il numero di riproduzione di base (R0) iniziale è risultato pari a 2,96 in Lombardia, la regione più colpita.
  • Il tasso di riproduzione netto sta diminuendo in tutta la nazione, seppur con differenze tra le regioni, come probabile effetto delle misure di contenimento messe in atto.
  • Lo studio non è stato sottoposto a peer review.

Descrizione dello studio

  • Lo studio descrive i dati epidemiologici dei primi 62.843 casi di COVID-19 in Italia.
  • Si riportano anche le stime su base regionale dei numeri di riproduzione di base (R0) e netto (Rt).
  • Lo studio si basa sui dati del sistema di sorveglianza integrato di tutte le infezioni COVID-19 confermate in laboratorio con RT-PCR fino al 24 marzo e raccolte in tutte le regioni e province autonome italiane.
  • Fonte di finanziamento: fondi istituzionali.

Risultati principali

  • Il 71,6% di tutti i casi riportati si è verificato in tre regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna).
  • Per tutti i casi riportati dopo il 20 febbraio si può parlare di contagi locali.
  • Nel primo mese di epidemia, il tempo medio tra insorgenza dei sintomi e diagnosi è stato di 5,3 giorni.
  • Le stime di R0 si sono attestate tra 2,5 e 3; i tempi di duplicazione tra 3,2 e 2,7 giorni.
  • Rt ha mostrato un trend in continua diminuzione a partire dal 20 febbraio circa nelle regioni del nord e si osserva, seppur con modalità differenti, anche nel resto di Italia.
  • Gli uomini hanno rappresentato la frazione più grande dei soggetti con COVID-19 (58%) e l’età mediana dei casi è stata 63 anni.
  • Si sono verificati 5.760 casi tra gli operatori sanitari (età media 49 anni; 35,5% uomini).
  • Il 58,7% dei casi è stato gestito a domicilio, mentre il 15,5% è stato ricoverato in ospedale.
  • Il tasso di ricovero in terapia intensiva si è attestato sul 9,1% o 11,2% a seconda del metodo di valutazione
  • Queste ultime percentuali sono più elevate rispetto a quelle di altri Paesi e riflettono probabilmente l’enorme pressione dell’epidemia sul sistema sanitario.
  • Quasi la metà dei decessi (49%) si è verificato in persone di età uguale o superiore a 80 anni, per un tasso di fatalità crudo di 8,8%.
  • Nel 68% dei soggetti deceduti era presente almeno una comorbilità.
  • Il sesso maschile e l’età sono risultati fattori di rischio indipendenti per decesso da COVID-19.

Limiti dello studio

  • Mancavano in molti casi dati completi sulle comorbilità.
  • Le stime di R0, Rt e tempi di duplicazione sono state ricavate solo per alcune specifiche regioni selezionate in base alla robustezza dei dati.

Perché è importante

  • Ai primi dati sull’epidemia di COVID-19, tutti riferiti alla Cina e ad altri paesi asiatici, si sono aggiunti più recentemente alcuni studi sulla situazione in Lombardia.
  • In Italia non sono ancora stati pubblicati dati epidemiologici a livello nazionale basati sul sistema di sorveglianza per COVID-19.
  • I dati sull’evoluzione dell’epidemia in Italia possono essere d’aiuto per altri Paesi che si stanno ora confrontando con le fasi iniziali del problema.