COVID-19 nei bambini: fattori di rischio, aspetti clinici e strategie preventive

  • Paolo Spriano
  • Uniflash
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In questi due anni SARS-CoV-2 ha infettato circa 300 milioni di persone e ha causato oltre 5,4 milioni di morti in tutto il mondo.  Sebbene i ricoveri associati a COVID-19 siano stati più frequenti tra gli adulti, COVID-19 ha dimostrato la capacità di provocare esiti gravi anche nei bambini e negli adolescenti, sia con il COVID-19 acuto che con la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C) 1.

Finora è mancato un set di dati clinici ampio, granulare e rappresentativo della realtà in grado di migliorare la comprensione della presentazione, dei fattori di rischio e dei segnali di gravità di COVID-19 e MIS-C pediatrici.

Il contributo di una rete collaborativa di ricerca

Un nuovo approccio basato sulla condivisione e l’analisi dei dati ha permesso, negli Stati Uniti, al National COVID Cohort Collaborative (N3C) di acquisire un set di dati clinici ampio, granulare e rappresentativo per cercare di migliorare la comprensione dei vari aspetti del COVID-19 pediatrico e questo è stato fatto nella più grande coorte di casi pediatrici di SARS-CoV-2 (1).

Il set di dati analizzato al 24 settembre 2021 riguardava più di un milione di bambini e adolescenti di cui 167.262 (15,6%) hanno avuto un risultato positivo del test SARS-CoV-2.

Gravità di malattia - Le maggiori probabilità di malattia grave, tra i bambini ospedalizzati, era a carico di:

soggetti maschi (odds ratio [OR], 1,37; IC 95%, 1,21-1,56; P  < 0.001),

neri/afroamericani (OR, 1,25; IC 95%, 1,06-1,47; P  = 0.008),

obesi (OR, 1,19; IC 95%, 1,01-1,41; P  = 0.04)

Presentazione al ricovero - Il ricovero in ospedale era necessario in 10.245 bambini (6,1%), di cui 1423 (13,9%) presentavano i criteri per una COVID-19 grave, 796 (7,8%) hanno richiesto ventilazione meccanica, 868 (8,5%) un supporto vasoattivo-inotropico, 42 (0,4%) ossigenazione extracorporea e 131 (1,3% ) sono deceduti. Il tasso di mortalità dell'1,3% era inferiore al tasso dell'11,6% tra gli adulti ospedalizzati nella rete N3C e coerente con altri report su coorti pediatriche (0,9% e 2%) 8 , 15 .

Parametri vitali all’esordio - era evidente un relazione diretta tra incremento dei dati anomali e livelli di gravità. I casi a presentazione grave avevano valori iniziali peggiori rispetto ai casi a gravità moderata e in particolare:

< pressione arteriosa sistolica e diastolica

< saturazione di ossigeno alla pulsuossimetria

> frequenza cardiaca

> frequenza respiratoria

I test di laboratorio dei casi clinicamente gravi all’esordio avevano valori iniziali più alterati rispetto al sottogruppo di gravità moderata, con valori più elevati di transaminasi, peptide natriuretico, creatinina, ferritina, D-D-dimero, Proteina C-reattiva e procalcitonina, mentre i livelli di piastrine ed albumina erano più bassi.

Indici predittivi di MIS-C - i parametri significativi (P  < 0,001) associati ad una maggiore probabilità di diagnosi di MIS-C rispetto a COVID-19 acuto erano:

sesso maschile (OR, 1,59; IC 95%, 1,33-1,90),

età < 12 anni (OR, 1,81; IC 95%, 1,51-2,18; ),

razza nera/afroamericana (OR, 1,44; IC 95%, 1,17-1,77 ),

obesità (OR, 1,76; IC 95%, 1,40-2,22)

assenza di una condizione cronica complessa pediatrica PCCC (OR, 0,72; IC 95%, 0,65-0,80)

I piccoli pazienti con MIS-C avevano un fenotipo clinico grave, con un importante quadro flogistico rilevabile ai test di laboratorio, con frequente necessità di ventilazione invasiva e supporto vasopressore-inotropico.

Un ulteriore aspetto derivabile da questo studio (1) era relativo alle differenze tra i bambini infetti da SARS-CoV-2 nell'era precedente e quella relativa al dominio della variante Delta. Il confronto dei dati dei due periodi ha evidenziato un tasso di ospedalizzazione simile, ma con probabilità di malattia grave o moderata ridotta durante l'era Delta. 

Varianti e impatto sui bambini

Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha pubblicato un’analisi di confronto tra casi pediatrici durante i periodi a predominanza Delta e Omicron (2). I risultati integrano quelli precedenti (1) e consentono una migliore definizione dell’ impatto del virus nei bambini rispetto al varie fasi di dominio delle varianti di SARS-CoV-2 (2).

A fine dicembre 2021 la variante predominante era Omicron, anche negli USA, e i tassi di ricovero associati al picco di COVID-19 rispetto alla popolazione pediatrica sono risultati quattro volte più alti dei tassi durante il picco del periodo Delta. I bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, che non erano idonei alla vaccinazione durante il periodo osservato, hanno registrato il maggiore aumento dei tassi di ospedalizzazione. Tra gli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni, l'unico gruppo di età pediatrica per il quale era stato approvato e accessibile un vaccino COVID-19 durante il periodo di studio, sono stati osservati tassi di ospedalizzazione tra gli adolescenti non vaccinati di circa sei volte quelli completamente vaccinati, suggerendo un’elevata efficacia dei vaccini nel prevenire forme  di COVID-19 grave. Un’ulteriore prova di come la vaccinazione delle persone idonee rappresenti una strategia fondamentale per ridurre l'incidenza di COVID-19 grave anche tra i bambini e gli adolescenti.