COVID-19: misure pandemiche e screening oncologici

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Secondo una metanalisi pubblicata su JAMA Oncology, il numero di esami eseguiti per lo screening del tumore mammario, colorettale e della cervice è diminuito in modo marcato.

È stata riportata una riduzione degli esami per lo screening del tumore mammario, colorettale e della cervice rispettivamente del 46,7%, 44,9% e 51,8% durante il periodo gennaio-ottobre 2020 rispetto al periodo pre-COVID-19 in tutte le aree geografiche considerate. È stato identificato un andamento temporale a U per tutti i 3 tumori.

L’autore corrispondente, il Dott. Paolo Boffetta, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, ha spiegato che sono stati selezionati questi 3 tumori perché il loro screening è raccomandato nella maggior parte dei Paesi in tutto il mondo.

I ricercatori hanno condotto una metanalisi di 39 studi osservazionali e articoli che riportano i dati di registri tumori. Sono stati inclusi in totale rispettivamente 21, 22 e 11 studi sullo screening del tumore mammario, colorettale e della cervice. È stata calcolata la variazione percentuale media ponderata del numero di esami di screening eseguiti.

Tumore mammario

La variazione media nello screening del tumore mammario da gennaio a ottobre 2020 è risultata -46,7% rispetto al periodo pre-COVID-19. La riduzione massima dello screening del tumore mammario si è verificata nell’aprile 2020; dopo giugno la riduzione è risultata non significativa.

In Europa è stata osservata una riduzione media del 67,7% durante il periodo della pandemia. Rispetto al Nord America, i dati europei indicano una riduzione dello screening del 35,6% (P=0,02).

Lo screening è risultato significativamente ridotto nell’aprile 2020 rispetto a gennaio e febbraio 2020 (differenza: -53,8%; P<0,001).

Tumore colorettale

La riduzione complessiva del numero di esami eseguiti per lo screening del tumore colorettale è stata del 44,9%. Durante la fase iniziale della pandemia di COVID-19 le colonscopie eseguite sono diminuite del 52,5% e i test del sangue fecale occulto o i test immunochimici fecali del 37,8%.

La riduzione corrispondente è stata del 45,1% in Nord America, del 34,6% in Asia e del 52,4% in Europa.

La riduzione più consistente degli esami di screening è stata osservata in aprile rispetto a gennaio e febbraio 2020 (−38,3%; P=0,003).

Tumore della cervice

È stata osservata una riduzione del 51,8% dello screening del tumore della cervice da gennaio a ottobre 2020.

La riduzione è stata del 38,9% a marzo rispetto a gennaio e febbraio (P=0,04).

Questa metanalisi è limitata dalla notevole eterogeneità tra Paesi in termini di protocolli di screening, accessibilità dei servizi, partecipazione della popolazione bersaglio, misure di lockdown e incidenza e andamento nel tempo della COVID-19.

Il Dott. Boffetta ha affermato: “Gli andamenti in generale sono simili; abbiamo riscontrato una forte diminuzione degli esami di screening eseguiti durante il primo periodo della pandemia. Il numero più basso è stato registrato ad aprile, con alcuni miglioramenti in maggio. Dopo maggio 2020 i dati diventano incoerenti e i dati da giugno a ottobre 2020 non evidenziano alcuna diminuzione rispetto al periodo pre-pandemia”.

“Stiamo valutando una simile metanalisi per la diagnosi, che sarà completata entro il 2023. Questo studio chiarirà il beneficio dello screening per la diagnosi. L’impatto sulla mortalità sarà osservato negli anni a venire”, ha affermato il Dott. Boffetta.

Gli autori hanno concluso che sono necessari interventi efficaci per ripristinare la capacità dei servizi di screening ai livelli pre-pandemia.

Gli autori dello studio non hanno riferito alcun conflitto di interessi.