COVID-19 – L’importanza della selezione dei pazienti da sottoporre a ECMO veno-venosa

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • La maggior parte dei 30 pazienti con COVID-19 grave opportunatamente selezionati per l’ossigenazione extracorporea a membrana veno-venosa (ECMO-vv), sono sopravvissuti fino alla dimissione dall’ospedale e fino a 1 anno dalla procedura.
  • A ricoprire un ruolo altrettanto importante è stato un metodo di gestione del paziente standardizzato.

Un team di medici statunitense ha analizzato la sopravvivenza di pazienti con grave COVID-19 che all’inizio della pandemia erano stati scelti per essere sottoposti alla ECMO-vv, arrivando alla conclusione che con una selezione adeguata e una strategia di gestione aggressiva e standardizzata, la procedura può portare a una “sopravvivenza eccezionale”. Sopravvivenza che nella coorte analizzata nello studio, pubblicato su Annals of Thoracic Surgery, è arrivata fino a 1 anno.

In particolare, sono stati analizzati in maniera retrospettiva i dati di 415 pazienti con grave COVID-19 che tra il 10 marzo e il 1 maggio 2020 erano stati ricoverati in unità di terapia intensiva presso il NYU Langone Health di New York. Il 77,8% di questi (323) veniva intubato, alcuni dei quali (19,3%, 80) erano poi stati selezionati per essere sottoposti alla ECMO-vv. L'incannulazione era stata effettuata in un totale di 30 (7,2%) pazienti. Si noti come la valutazione dei pazienti per la ECMO-vv, così come la selezione e la gestione, sia stata portata avanti da un team multidisciplinare, che ha tenuto conto dello sviluppo della sindrome da distress respiratorio acuto, della presenza di comorbilità e della probabilità dei pazienti di sopravvivere alla ECMO.

Ebbene, quasi tutti i pazienti sottoposti a ECMO-vv, che avevano un’età mediana di 42 anni ed erano per lo più uomini, sono sopravvissuti alla procedura (93,3%, 28) o fino alla dimissione (90%, 27). Il ricovero in ospedale è durato un periodo mediano di 45 giorni e quello in terapia intensiva 40. I pazienti sono rimasti su ECMO un tempo mediano di 19 giorni. Al momento della dimissione dall’ospedale, 23 pazienti sono stati indirizzati verso una struttura di riabilitazione, mentre gli altri 4 direttamente a casa propria. Solo uno ha avuto bisogno di un supplemento di ossigeno. Inoltre, 23 (86,7%) pazienti erano vivi a un follow-up mediano di 10,8 mesi dalla ECMO, tra cui anche uno che aveva avuto bisogno di un trapianto polmonare. Una parte dei pazienti dimessi ha poi effettuato un test di funzionalità polmonare (44,4%, 12), con una percentuale mediana del volume espiratorio forzato previsto in 1 secondo del 100%, e il test del cammino in 6 minuti (16, 59,3%), con un tragitto mediano percorso di 350 metri. Un risultato quest’ultimo che i ricercatori definiscono incoraggiante.

Gli autori riportano i diversi dati emersi sull’uso della ECMO-vv nei pazienti con COVID-19, spesso non in accordo tra loro. “Questi esiti discordanti riflettono probabilmente differenze nella selezione dei pazienti, nella gestione e una volontà di continuare il supporto nel contesto di disfunzione di un singolo organo. La nostra idea di selezione era che la ECMO-vv non fosse una terapia di salvataggio, da essere usata in assenza di altre opzioni. Invece, la ECMO-vv è stata offerta ai pazienti che il team riteneva avessero una ragionevole possibilità di sopravvivere se gli si fosse stato offerto il supporto. Pertanto, abbiamo puntato a iniziare il supporto all’inizio del decorso clinico, limitando così la quantità di tempo in cui i polmoni sono stati sottoposti ai riconosciuti effetti deleteri di elevate pressione delle vie aeree, frequenza respiratoria e livelli si ossigenazione” scrivono, sottolineando come, oltre alla selezione dei pazienti, altrettanto importante sia stato un metodo di gestione standardizzato e aggressivo. Un approccio che non prevedeva l’allontanamento da strategie di ventilazione protettive per i polmoni, che includeva la tracheotomia precoce, una frequente broncoscopia e la standardizzazione di una terapia anticoagulante.