COVID-19, le giuste leve contro l’esitanza vaccinale

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Nella popolazione USA, la propensione a vaccinarsi contro il COVID-19 dipende in particolare dalla fiducia nelle autorità e dalla conoscenza sui vaccini, non solo quelli anti-COVID.
  • Anche le convinzioni complottiste legate alla pandemia giocano un ruolo, seppur minore, nell’influenzare la propensione al vaccino.

Non sono tanto le teorie complottiste, quanto la fiducia nelle autorità sanitarie e la conoscenza sui vaccini a influenzare maggiormente le decisioni degli americani sulla vaccinazione anti-COVID-19. Lo scrivono sulla rivista PNAS i ricercatori guidati da Kathleen Hall Jamieson, dell’Annenberg Public Policy Center presso la University of Pennsylvania di Philadelphia. “Negli Stati Uniti alcuni individui che si erano dichiarati inizialmente contrari alla vaccinazione hanno espresso propensione a vaccinarsi nella primavera 2021” esordiscono gli autori, che hanno cercato di identificare le ragioni alla base di questo cambiamento nella propensione alla vaccinazione e della conseguente riduzione della esitanza vaccinale.

La base di partenza dello studio è stata una popolazione di poco meno di 8.500 americani, provenienti da 5 stati (Florida, Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin) e partecipanti allo studio 2020 Annenberg Institutions of Democracy (IOD) Election Study.

“Ci siamo concentrati in particolare sulle risposte a domande sulla vaccinazione ottenute in due delle diverse fasi dello studio: quella di settembre/ottobre 2020 (tempo 1) e quella di gennaio/febbraio 2021 (tempo 2)” precisano Jamieson e colleghi.

E l’analisi ha messo in evidenza che il fattore che più aveva pesato sulle risposte al tempo 1 era la fiducia nelle autorità sanitarie e nei loro portavoce. Importante inoltre, sia al tempo 1 che al tempo 2, la conoscenza sulle vaccinazioni – non solo quella anti-COVID.

“Abbiamo notato che le conoscenze generali sui vaccini, la storia di vaccinazione anti-influenzale e i modelli di dipendenza dai media avevano un ruolo più importante nel passaggio dalla esitanza vaccinale all’accettazione del vaccino rispetto a fattori specificamente legati al COVID, come per esempio la paura per la malattia” affermano gli autori, che si dichiarano sorpresi dei dati relativi alle teorie di cospirazione. “Contrariamente alle nostre aspettative, le teorie generali di complotto non hanno giocato un ruolo nel determinare la propensione alla vaccinazione. Diverso il ruolo delle teorie del complotto legate nello specifico alla pandemia che, seppur in misura lieve, hanno influenzato negativamente la probabilità di cambiare idea e di scegliere la vaccinazione” scrivono.

Come concludono gli autori, i risultati dello studio sottolineano l’importanza di incrementare in modo proattivo la conoscenza sulle vaccinazioni in generale, coinvolgendo la popolazione in modo diretto, di investire su interventi sanitari che possano rafforzare la fiducia nelle autorità sanitarie e nella scienza, e di contrastare la disinformazione sui vaccini legata anche alle teorie del complotto.