COVID-19 – La vaccinazione ha un ruolo anche dopo l’infezione

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • In soggetti che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 prima della vaccinazione, una o due dosi di vaccino si associano alla riduzione dei rischi di long covid.
  • Il beneficio non mostra differenze significative in base al tipo di vaccino utilizzato o caratteristiche socio-demografiche dei pazienti.
  • Servono studi per comprendere i meccanismi alla base di questa associazione.

Anche chi ha contratto l’infezione da SARS-CoV-2 prima di vaccinarsi può trarre benefici importanti dalla vaccinazione. Lo spiegano su BMJ gli autori di un articolo nel quale è stato valutato in particolare l’impatto della vaccinazione con una o due dosi di vaccino sul rischio di long covid in questa popolazione. “I dati disponibili suggeriscono che il rischio di contrarre il cosiddetto long covid è più basso nelle persone vaccinare rispetto a chi non ha ricevuto il vaccino, ma sono poche le informazioni sull’impatto della vaccinazione in persone che hanno già contratto l’infezione” esordiscono gli autori, guidati da Daniel Ayoubkhani, dell’Health Analysis and Life Events Division, Office for National Statistics di Newport (Regno Unito) e della Leicester Real World Evidence Unit, al Diabetes Research Centre presso l’University of Leicester (Regno Unito).

Nello studio osservazionale sono stati reclutati 28.356 partecipanti coinvolti nel Office for National Statistics COVID-19 Infection Survey (età 18-69 anni) che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino dopo aver contratto l’infezione da SARS- CoV-2.

“Abbiamo valutato la presenza di sintomi di long covid almeno 12 settimane dopo l’infezione” spiegano i ricercatori che hanno seguito i partecipanti per 141 giorni dalla prima e 67 giorni dalla seconda vaccinazione.

A conti fatti, la prima dose di vaccino è risultata associata a una riduzione iniziale del 13% nel rischio di long covid, mentre la seconda dose a una riduzione iniziale del 9% seguita da un’ulteriore riduzione dello 0,8% a settimana.

L’analisi non ha messo in luce differenze nell’associazione in base a stato di salute del paziente, tipo di vaccino, caratteristiche sociodemografiche o tempo trascorso tra infezione e successiva vaccinazione.

“I nostri dati osservazionali non possono dimostrare una causalità, ma suggeriscono comunque che la vaccinazione potrebbe contribuire a ridurre il peso del long covid della popolazione” affermano Ayoubkhani e colleghi, auspicando l’avvio di nuovi studi per chiarire i meccanismi che determinano l’associazione emersa dallo studio e gli effetti a lungo termine sull’associazione tra vaccino e long covid anche alla luce della comparsa di nuove varianti come la omicron.