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COVID-19 – L’OMS fa il punto sull’impatto della pandemia sulle malattie non trasmissibili


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura

Messaggi chiave

  • La pandemia di COVID-19 ha amplificato la necessità per i sistemi sanitari di trovare risposte migliori di fronte alle malattie non trasmissibili (non-communicable disease, NCD).
  • A causa della pandemia si sono verificate interruzioni dei servizi di prevenzione e cura delle NCD, dal cancro all’ipertensione, dal diabete alle malattie cardiovascolari.
  • L’impatto della pandemia è globale, ma le nazioni a basso reddito sono quelle più danneggiate.
  • C’è una correlazione tra il livello di interruzione dei servizi sanitari per NCD e l’evoluzione della pandemia di COVID-19 in ciascun paese.

Background

  • Dall’inizio della pandemia le persone con NCD si sono rivelate più a rischio di sviluppare forme gravi di COVID-19 o di morire a causa della malattia.
  • La preoccupazione che molte persone con NCD non ricevano le appropriate cure o non abbiano accesso a servizi e farmaci a causa della pandemia è elevata.

Descrizione del sondaggio

  • Sondaggio di valutazione della fornitura di servizi per NCD nel corso della pandemia di COVID-19 promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
  • Tra il 1 e il 25 maggio 2020 sono stati contattati 194 Ministri della Salute e 155 (80%) hanno risposto al sondaggio.

Risultati principali

  • A causa dell’epidemia molte nazioni hanno registrato una interruzione parziale o completa dei servizi per il trattamento di ipertensione (53% dei paesi), diabete e complicazioni ad esso correlate (49%), cancro (42%) ed emergenze cardiovascolari (31%).
  • Nel 63% dei Paesi i servizi di riabilitazione hanno subito un’interruzione, nonostante la riabilitazione sia tra gli aspetti chiave del recupero dopo COVID-19 grave.
  • I programmi di screening sono stati rimandati nel 50% delle nazioni.
  • Tra le ragioni più comuni alla base dell’interruzione o del rallentamento dei servizi sono incluse cancellazioni di trattamenti programmati, diminuzione dei trasporti pubblici disponibili e mancanza di staff perché il personale sanitario è stato spesso riassegnato ai servizi COVID-19.
  • L’interruzione è risultata legata in alcuni casi a difficoltà a reperire farmaci, strumenti diagnostici e altre tecnologie.
  • Il 72% dei Paesi ad alto reddito e il 42% di quelli a basso reddito hanno affermato di aver incluso i servizi per le NCD nei piani nazionali di risposta a COVID-19.
  • In questi piani sono stati inclusi soprattutto i servizi per cancro, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie, mentre servizi di cure dentali, riabilitazione e interruzione del fumo sono stati inclusi più raramente.
  • La pandemia ha permesso di mettere in campo strategie innovative come la telemedicina (58% dei Paesi, 42% di quelli a basso reddito) o il triage per stabilire le priorità.
  • Il 70% dei Paesi ha riferito di aver attivato una raccolta di dati sul numero di pazienti con COVID-19 e NCD.

Il parere dell’esperto

«Dobbiamo essere pronti a “ricostruire meglio di prima”, rafforzando i servizi sanitari in modo che siano meglio attrezzati per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie non trasmissibili in futuro, in qualunque circostanza». Bente Mikkelsen, Direttore del Dipartimento di Malattie Non Trasmissibili all’OMS.