COVID-19 – L’impatto dell’infezione sulla mortalità postoperatoria


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Metà dei pazienti con infezione perioperatoria da SARS-CoV2 manifestano complicanze postoperatorie che si associano a una mortalità elevata.
  • La mortalità postoperatoria è più elevata nei pazienti di sesso maschile, anziani, in peggiori condizioni fisiche, sottoposti a chirurgia maggiore o per patologie maligne.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio, che ha coinvolto 235 ospedali di 24 nazioni, ha arruolato 1.128 pazienti sottoposti a intervento chirurgico, risultati positivi per l’infezione da SARS-CoV2 tra 7 giorni prima e 30 giorni dopo l’intervento.
  • L’esito primario era la mortalità postoperatoria a 30 giorni.
  • L’esito secondario principale erano le complicanze polmonari (polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto o ventilazione postoperatoria imprevista).
  • Fonti di finanziamento: National Institute for Health Research, British Association of Surgical Oncology e altre associazioni e società scientifiche.

 

Risultati principali

  • Il 74,0% dei pazienti era stato sottoposto a chirurgia d’urgenza, il 24,8% a chirurgia elettiva.
  • Nel 26,1% dei pazienti, l’infezione da SARS-CoV2 era stata confermata prima dell’intervento.
  • La mortalità era pari al 23,8% (268/1.128).
  • In 577 pazienti (51,2%) si sono verificate complicanze polmonari; la mortalità in questi pazienti era pari al 38% (82% di tutti i decessi).
  • Nell’analisi corretta per fattori confondenti, risultavano associati alla mortalità a 30 giorni:
  • il sesso maschile (OR 1,75; IC 95% 1,28-2,40; P
  • un’età ≥70 anni (OR 2,30; 1,65-3,22; P
  • una classe ASA 3-5 rispetto a una classe ASA 1-2 (OR 2,35; 1,57-3,53; P
  • un intervento per patologia maligna rispetto a un intervento per malattia benigna o ostetrico (OR 1,55; 1,01-2,39; P=0,046)
  • la chirurgia d’urgenza rispetto alla chirurgia di elezione (OR 1,67; 1,06-2,63; P=0,026)
  • la chirurgia maggiore rispetto alla chirurgia minore (OR 1,52; 1,01-2,31; P=0,047)

 

Limiti dello studio

  • Lo studio si riferisce alla fase iniziale della pandemia (gennaio-marzo) quando i test per il virus non erano standardizzati: alcuni pazienti potrebbero essere stati esclusi dallo studio per via di falsi negativi.

 

Perché è importante

  • Conoscere l’impatto dell’infezione da SARS-CoV2 sul recupero post-operatorio è importante nel processo clinico decisionale del chirurgo in tempo di pandemia.
  • I risultati di questo studio suggeriscono che le procedure non urgenti andrebbero rimandate e andrebbero promossi trattamenti per ritardare o evitare la necessità della chirurgia.