COVID-19 – Il virus ha “fermato” i bambini

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • L’attività fisica di bambini e adolescenti è diminuita del 20% rispetto al periodo pre-pandemico.
  • Ad essere maggiormente penalizzata è stata l’attività fisica intensa, che si è ridotta di 17 minuti al giorno.

 

È stato detto più volte che i giovani sono stati particolarmente penalizzati dalla pandemia. A dare un riscontro oggettivo a questa affermazione è una metanalisi appena pubblicata su JAMA Pediatrics che quantifica gli effetti delle misure di distanziamento sociale sull’attività fisica di giovani e adolescenti. Se in media l’attività fisica è diminuita del 20% rispetto all’”era pre-COVID-19”, quella ad alta intensità è diminuita addirittura del 35%. È un cambiamento di abitudini che può avere importanti conseguenze sulla salute delle generazioni future.

Gli autori dello studio hanno identificato 126 studi che riportavano cambiamenti nell’attività fisica dei bambini e degli adolescenti prima e dopo l’inizio della pandemia; sono stati presi in considerazione solo studi che usavano strumenti validati per la misura dell’attività fisica, di qualunque intensità. È stata quindi condotta una metanalisi su 22 studi che includevano 46 campioni indipendenti provenienti da tutto il mondo, per un totale di 14.216 partecipanti di età compresa tra 3 e 18 anni (media 10,5 anni).

La variazione percentuale nel tempo quotidiano dedicato all’attività fisica era -20% (90%CI da-34% a -4%). La variazione era più grande per le attività ad alta intensità (-32%; da -44% a -16%), il che equivaleva a una perdita di 17 minuti di attività fisica intensa ogni giorno, circa un terzo della quantità raccomandata dalle linee guida pediatriche. È stata rilevata una riduzione più ampia quando i campioni si trovavano a latitudini maggiori (in cui le restrizioni hanno coinciso con il periodo estivo, ) e quando gli studi avevano una durata più lunga.

“I cambiamenti nelle restrizioni e l’imprevedibilità nell’accesso ai contesti tipici di attività fisica di bambini e adolescenti hanno probabilmente contribuito a cambiamenti nei loro livelli di attività fisica e a un maggior coinvolgimento in altre attività (es. tempo passato davanti a uno schermo) che rischiano di promuovere una “nuova normalità” sempre più sedentaria. Sfortunatamente i nuovi livelli di attività fisica saranno difficili da modificare.” commentano gli autori dello studio che auspicano che si riescano a trovare sostegno e risorse per l’attività fisica di bambini e adolescenti in modo da garantirne la buona salute e il funzionamento sociale.