COVID-19 – Il ruolo del vaccino contro la tubercolosi


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In una coorte di adulti israeliani tra i 35 e i 41 anni, quelli vaccinati con BCG nell’infanzia hanno un tasso di risultati positivi al test per SARS-CoV-2 simile a quello dei non vaccinati.
  • Lo studio non supporta l’idea che la vaccinazione contro la tubercolosi nell’infanzia abbia un effetto protettivo contro il COVID-19 nell’età adulta.
  • Visto il piccolo numero di casi gravi, lo studio non fornisce una conclusione in merito all’associazione tra lo stato di vaccinazione con BCG e la gravità della malattia.

Descrizione dello studio

  • Sono stati inclusi i test per SARS-CoV-2 eseguiti su tamponi nasofaringei tra il 1 marzo e il 5 aprile 2020 in Israele (1 test a paziente), dove la politica del ministero della salute è di fare il test a soggetti con sintomatologia compatibile con COVID-19 (tosse, dispnea, febbre).
  • Risultati stratificati per anno di nascita.
  • Sono stati confrontati 2 popolazioni simili ma con diverso stato vaccinale contro la tubercolosi: individui nati nei 3 anni precedenti o nei 3 successivi al 1982, anno in cui in Israele è stato interrotto il programma di vaccinazione universale BCG.

Risultati principali

  • Su 72.060 risultati dei test esaminati, 3.064 erano di pazienti nati tra il 1978 e il 1981 (1,02% della coorte di nascita di quel periodo; 49,2% uomini; età media 40 anni) e 2.869 di pazienti nati tra il 1983 e il 1985 (0,96% della coorte di nascita di quel periodo; 50,8% uomini; età media 35 anni).
  • Non è stata osservata nessuna differenza statisticamente significativa nella proporzione di risultati positivi al test nel gruppo vaccinato con BCG (361 [11,7%]) contro il gruppo non vaccinato (299 [10,4%]; differenza 1,3%; IC 95%, da −0,3% a 2,9%; P=0,09) e nei tassi di positività per 100.000 (rispettivamente 121 e 100; differenza 21 per 100.000; IC 95%,da  −10 a 50 per 100.000; P=0,15).
  • È stato riportato un solo caso di malattia grave in ogni gruppo (ventilazione meccanica o ricovero in unità di terapia intensiva) e nessun decesso.

Limiti dello studio

  • Inclusione di abitanti non nati in Israele, con stato di vaccinazione sconosciuto; ma gli immigrati vaccinati nei gruppi di età considerati erano una minoranza.
  • I tassi per 100.000 non rappresentano il tasso di positività nella popolazione, dato che le persone testate sono state preselezionate in base ai sintomi riportati.

Perché è importante

  • Il vaccino BCG è stato somministrato a tutti i neonati in Israele come parte del programma nazionale di vaccinazione tra il 1955 e il 1982, e in seguito solo agli immigrati provenienti da paesi con un’alta prevalenza di tubercolosi.
  • È stato trovato che il vaccino esercita effetti benefici non specifici, come la protezione contro altre malattie infettive, e aumenta l’immunogenicità di alcuni vaccini, come quello dell’influenza.
  • I Paesi con copertura universale con il vaccino BCG mostrano meno casi confermati di COVID-19 e più basso numero di morti.