COVID-19 – Identikit dei pazienti positivi all'infezione al di fuori degli ospedali


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Alcuni fattori di rischio per l’infezione da SARS-CoV-2 in un gruppo di pazienti rivoltisi a servizi di cure primarie sono simili a quelli associati a malattia COVID-19 più grave.
  • Gli uomini e le persone con più di 40 anni sono a maggior rischio.
  • Alcuni fattori sociodemografici come la densità di popolazione o l’origine etnica sono potenzialmente associati a un risultato positivo al test nel contesto analizzato.
  • Il fumo di sigarette sembra invece associato a un ridotto rischio di ottenere un risultato positivo al test.  

Descrizione dello studio

  • Nello studio cross-sectional sono stati analizzati i dati dal Oxford Royal College of General Practitioners Research and Surveillance Centre network e relativi a pazienti sottoposti al test per SARS-CoV-2 tra il 28 gennaio e il 4 aprile 2020.
  • Attraverso modelli di regressione logistica a variabili multiple sono stati identificati i fattori di rischio per risultato positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2.
  • Fonte di finanziamento: Wellcome Trust.

Risultati principali

  • Su 3.802 test identificati, 587 sono risultati positivi.
  • La probabilità di un risultato positivo al test è risultata più alta per gli uomini che per le donne (positivo il 18,4% degli uomini vs 13,3% delle donne; odds ratio aggiustato [ORa] 1,55).
  • Rischio più alto anche per gli adulti rispetto ai bambini, in particolare per le persone tra i 40 e i 64 anni (18,5% degli adulti 40-64 anni vs 4,6% dei bambini; ORa 5,36).
  • Il rischio è risultato più elevato nei neri rispetto ai bianchi (15,5% dei bianchi vs 62,1% dei neri; ORa 4,75), nelle persone che vivevano in città rispetto a quelle che vivevano in campagna (26,2% dei residenti in città vs 5,6% dei residenti in campagna; ORa 4,59) e nelle aree più povere rispetto a quelle meno povere (29,5% dei residenti nelle aree più povere vs 7,7% dei residenti in aree meno povere; ORa 2,03).
  • La presenza di nefropatia cronica ha rappresentato un fattore di rischio per un risultato positivo al test (ORa 1,91 persone con malattia vs persone senza la malattia), così come l’obesità (ORa 1,41 obesi vs persone normopeso)
  • Nessun altra patologia cronica ha mostrato associazione con il rischio di un risultato positivo al test, ma questo dato merita di essere approfondito in ulteriori analisi.
  • Di contro, l’abitudine al fumo è risultata associata a una diminuzione del rischio di test positivo (11,4% dei fumatori attivi vs 17,9%dei non fumatori; ORa 0,49).
  • Alla base di questo risultato potrebbero esserci diverse spiegazioni, ma comunque il dato non deve portare a pensare che il fumo abbia un effetto protettivo nei confronti dell’infezione.

Limiti dello studio

  • Per alcuni pazienti non era disponibile un set completo di infomazioni.
  • Sono stati selezionati i pazienti rivoltisi ai servizi di cure primarie e sottoposti a test per SARS-CoV-2.
  • La scala del campione analizzato è relativamente piccola.

Perché è importante

  • Molti dei dati relativi alle caratteristiche dei pazienti e ai fattori di rischio per COVID-19 si riferiscono a soggetti ricoverati in ospedale.
  • La valutazione di tali caratteristiche e fattori in persone che si sono rivolte ai servizi di cure primarie può fornire dati più precisi sulla pandemia a livello della popolazione generale.
  • Questo si può tradurre in una migliore gestione delle scelte cliniche per i singoli pazienti e per mettere in atto politiche di sanità pubblica più mirate.