COVID-19 - I giovani malati di cancro affrontano la pandemia


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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In un tutorial (o più precisamente un “tumorial”), i ragazzi del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano parlano di fiducia, comportamenti responsabili, informazione e socialità a distanza al tempo della pandemia di COVID-19. Una lettera pubblicata sulla rivista Journal of Adolescent and Young Adult Oncology da Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani e Maura Massimino, Direttore della Pediatria Oncologica dell’INT, spiega il significato di questa iniziativa.

“Il video affronta temi quali l’isolamento sociale imposto dal lockdown e la paura che i pazienti si trovano a fronteggiare in aggiunta alle preoccupazioni collegate alla malattia – scrivono – In un momento in cui tante persone in tutto il mondo sono costrette al distanziamento sociale, l’atteggiamento positivo e il consiglio dei giovani pazienti oncologici che sperimentano regolarmente l’isolamento sociale può essere di grande supporto e un ottimo esempio”.

  Quello dei “tumorials” è un progetto di comunicazione innovativo che ha coinvolto 53 adolescenti del Progetto Giovani, nato per occuparsi non solo della malattia, ma della vita dei ragazzi malati di tumore. Questi video servono a dare voce alle loro esperienze e offrire “trucchi di sopravvivenza” ai loro coetanei. Dopo avere affrontato molti temi, come la scuola, il sesso, la privacy, i ragazzi hanno deciso di aggiungere un’edizione speciale dedicata al coronavirus. “Nel loro video i nostri pazienti suggeriscono di affrontare questa difficile situazione con un approccio costruttivo”.

Il video ha anche la funzione di attirare l’attenzione su una categoria fragile. “Se nella popolazione generale la giovane età è considerata un fattore protettivo per le complicanze gravi di COVID-19, negli adolescenti e nei giovani adulti con tumore, la malattia e l’immunosoppressione associata alle terapie li identificano come soggetti ad alto rischio. Tenendo conto di questo, il periodo particolarmente drammatico richiede la massima attenzione per la gestione clinica come pure per il supporto psicologico di questi giovani”.