COVID-19 - Disturbo da deficit di attenzione/iperattività, le linee guida europee


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il Gruppo Europeo per le Linee Guida sul disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) (European ADHD Guidelines Group, EAGG) ha pubblicato un documento per la valutazione e la gestione dell’ADHD durante la pandemia di COVID-19.
  • Le raccomandazioni riguardano sia gli interventi non farmacologici sia quelli farmacologici.
  • La situazione particolare in cui ci troviamo non è da considerare una controindicazione assoluta per la farmacoterapia dell’ADHD.

 

Le strategie non farmacologiche

  • Poiché è necessario mantenere il distanziamento sociale, i servizi di valutazione e follow-up vanno forniti via telefono e videochiamata.
  • Il parent training è essenziale per proteggere e salvaguardare i bambini quando i genitori sono sotto pressione, come nel caso presente; esistono studi a sostegno di sistemi di auto-aiuto, anche online.
  • Ai genitori si raccomanda di:
  • restare positivi e motivati
  • fare in modo che ogni membro della famiglia sappia cosa ci si aspetta da lui/lei
  • coltivare l’autostima dei figli e la fiducia in sé stessi
  • aiutare i figli a seguire le istruzioni
  • promuovere comportamenti migliori
  • limitare i conflitti
  • Coloro che fanno ricorso a tecniche come il neurofeedback andrebbero incoraggiati a continuare.
  • Gli insegnanti dovrebbero avere un’attenzione particolare per gli studenti con ADHD, specialmente se adolescenti, riguardo alla didattica (verificando se partecipano alle lezioni online e svolgono i compiti) e alle condizioni generali (interrogandosi sul benessere sociale ed emotivo dello studente).

 

La terapia farmacologica

  • I soggetti con ADHD per cui, secondo le linee guida nazionali, risulti indicata la terapia farmacologica dovrebbero avere l’opportunità di iniziarla, dopo valutazione completa, o continuarla, se già in cura.
  • Non avere accesso al trattamento farmacologico potrebbe aumentare i danni alla salute collegati a COVID-19: i problemi comportamentali potrebbero peggiorare, ostacolando la capacità di adeguamento al distanziamento sociale.
  • Andranno implementate strategie di monitoraggio da remoto.
  • Durante la pandemia, le autorità regolatorie dovrebbero essere più flessibili riguardo alla prescrizione dei farmaci per l’ADHD, per consentire ai pazienti di essere trattati in modo tempestivo.
  • I genitori di bambini e adolescenti con ADHD e gli adulti con ADHD dovrebbero evitare di aumentare le dosi per gestire le crisi o lo stress legati all’isolamento.
  • Andrebbe ugualmente evitato l’uso di antipsicotici o di sedativi, se non clinicamente indicato.
  • Durante l’emergenza presente, non andrebbero introdotte drug holiday.
  • Nei soggetti senza fattori di rischio cardiovascolare, gli esami cardiovascolari e le visite cardiologiche andrebbero rimandati finché sarà possibile incontrare il paziente di persona.
  • Se possibile, si raccomanda il controllo domiciliare della pressione sanguigna e del battito cardiaco.
  • I genitori dovrebbero contattare il medico che ha prescritto il farmaco se dovesse comparire qualche sintomo cardiovascolare (dolore al petto, palpitazioni prolungate, difficoltà respiratorie) o altri sintomi preoccupanti.
  • Andrebbe garantita una buona igiene del sonno, eventualmente aumentando la dose di melatonina.

 

Perché è importante

  • L’ADHD è una delle condizioni più comuni tra quelle diagnosticate in bambini e adolescenti.
  • Gli individui con disturbi dello sviluppo neurologico sono particolarmente vulnerabili allo stress causato dalla pandemia e alle misure di distanziamento sociale.