COVID-19 – Dall’Italia la prima caratterizzazione epidemiologica in un paese occidentale


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il potenziale di trasmissione di COVID-19 è molto elevato.
  • Il grande numero di casi critici può trasformarsi in breve tempo in una sfida non sostenibile per il sistema sanitario.
  • Una maggior consapevolezza dei cittadini e misure restrittive applicate precocemente sono probabilmente alla base della riduzione del numero (tasso) di riproduzione osservato nel corso dello studio.
  • La riduzione della diffusione della pandemia richiede misure di contenimento drastiche.

Descrizione dello studio

  • I dati epidemiologici sono stati raccolti attraverso interviste standardizzate svolte sui casi confermati nelle prime due settimane di diffusione (20 febbraio-8 marzo) e sui loro contatti.
  • I casi positivi confermati alla data dell’8 marzo nell’intera Lombardia erano 5.830; al 24 marzo si registrano nella regione 30.703 positivi (19.868 attuali) su un totale nazionale di 69.176 (54.030 attuali).  
  • Nello studio sono state raccolte informazioni demografiche di base, dati sull’insorgenza dei sintomi e sulle caratteristiche cliniche della malattia, oltre ai risultati di campioni prelevati dal tratto respiratorio e del ricovero in ospedale.

Risultati principali

  • I dati confermano che l’epidemia era già in corso nella zona a sud della Lombardia già tempo prima dell’identificazione del primo caso (20 febbraio).
  • L’età mediana dei casi nella prima fase dell’epidemia era 69 anni; al 24 marzo l’età mediana si è abbassata a 63 anni.
  • Il 47% dei casi positivi nello studio è stato ricoverato in ospedale e tra questi il 18% ha avuto bisogno di cure in terapia intensiva.
  • Al 24 marzo la classificazione dei pazienti in base alla severità di malattia (dato disponibile per 19.166 casi) è la seguente: asintomatico 5,9%, sintomatico (non specificato) 16,6%, pauci-sintomatico 11,2%, lieve 41,0%, severo 20,8%, critico 4,5%.
  • Secondo lo studio, l’intervallo seriale medio era di 6,6 giorni, mentre la stima del numero di riproduzione di base (R0) si attestava su 3,1 giorni con il numero di riproduzione netto in decrescita a partire dal 20 febbraio.
  • Le cariche virali determinate con tamponi nasali non hanno mostrato differenze significative tra soggetti sintomatici e asintomatici.

Limiti dello studio

  • L’identificazione corretta dei legami epidemiologici tra i casi non è sempre semplice.
  • Gli interventi di sanità pubblica messi in campo hanno in qualche modo rallentato la raccolta dei dati.

Perché è importante

  • Quella posta dalla pandemia di COVID-19 è una sfida senza precedenti, ulteriormente complicata dalla mancanza di dati sull’epidemiologia della malattia.
  • La caratterizzazione epidemiologica della pandemia legata all’infezione da SARS-CoV2 in Lombardia può essere molto utile alle altre regioni italiane e ai paesi occidentali che stanno affrontando ora l’incremento dei contagi e dei casi di COVID-19.