COVID-19 – Assenza di virus nel liquido amniotico


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il SARS-CoV-2 non è stato rilevato nel liquido amniotico prelevato da due donne al secondo trimestre di gravidanza che erano state ricoverate in un ospedale cinese durante il primo trimestre per COVID-19.

Descrizione dello studio

  • I risultati di laboratorio e le cartelle cliniche di due donne con COVID-19 al primo trimestre di gravidanza ammesse al Wuhan Tongji Hospital in Cina sono state riviste in modo retrospettivo.
  • Fonti di finanziamento: National Natural Science Foundation of China; Hubei Provincial Natural Science Foundation of China.

Risultati principali

  • Caso 1: donna di 34 anni primipara ammessa in ospedale il 30 gennaio a seguito dello sviluppo di tosse il 26 gennaio (8 settimane più 5 giorni di gestazione; marito positivo al COVID-19).

Diagnosi clinica di COVID-19 poiché la TC ha mostrato segni tipici dell’infezione virale a entrambi i polmoni.

Dimessa il 13 gennaio essendo in fase di guarigione alla TC e messa in isolamento a casa.

  • Caso 2: donna di 27 anni multipara che era andata in una clinica ambulatoriale il 12 febbraio (10 settimane più 1 giorno) dopo aver sviluppato febbre, debolezza, diarrea e dispnea il 1 febbraio (8 settimane più 4 giorni).

Il 12 febbraio è risultata positiva al virus al tampone nasofaringeo e il 14 la TC ha mostrato segni tipici dell’infezione a entrambi i polmoni.

Ammessa in ospedale il 18 febbraio a causa di febbre persistente, dimessa il 28 perché due volte negativa ai test dell’acido nucleico e in fase di guarigione alla TC, e posta in isolamento in casa.

  • Il 23 marzo le pazienti, entrambe al secondo trimestre, erano positive agli anticorpi totali SARS-CoV-2 nel siero e negative all’RNA del virus al tampone alla gola.
  • I campioni di liquido amniotico, prelevati il 26 marzo con amniocentesi percutanea monitorata con ultrasuoni, sono risultati negativi ai test RT-PCR e alle IgM e IgG SARS-CoV-2 (IgM e IgG normali
  • Lo stesso giorno, le pazienti erano positive alle IgG nel siero e il caso 1 alle IgM.

Perché è importante

  • Se il SARS-CoV-2 possa essere trasmesso dalla madre al bambino in utero è attualmente dibattuto e gli studi effettuati sono stati condotti soprattutto su donne in fase avanzata della gravidanza.
  • Non si può escludere la possibilità di una trasmissione verticale a inizio e metà gravidanza poiché:
    • nel liquido amniotico l’RNA è molto meno stabile del DNA;
    • il numero di pazienti finora studiate non è tale da poter dare una conclusione definitiva;
    • per le donne incinte con virus Zika sono stati riportati solo risultati positivi transitori all'amniocentesi;
    • il virus non rilevabile per insufficiente età gestazionale, in quanto il tempo migliore per l’amniocentesi è dopo le 18-21 settimane.
  • La piccola dimensione del campione e la mancanze del cordone ombelicale hanno limitato lo studio.
  • I risultati possono contribuire a comprendere il potenziale per la trasmissione verticale intrauterina del virus all’inizio della gravidanza.
  • Necessari studi prospettici più ampi e maggiori dati.