COVID-19: aggiornamento della settimana 27-6

  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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  • Cresce la nuova ondata di covid-19 provocata dalle sottovarianti di omicron BA.4 e soprattutto da BA.5. L’RT calcolato sui casi sintomatici ha di nuovo superato la soglia epidemica arrivando a 1,07 (range 0,76-1,48), mentre l’incidenza nazionale, secondo i dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute, ha fatto un balzo dai 310 casi per 100.000 abitanti della scorsa settimana ai 504 per 100.000 abitanti del periodo 17-23 giugno, un dato che comunque è ancora largamente sottostimato dal momento che molti cittadini non registrano la loro positività. Si inverte come previsto anche la tendenza dei ricoveri, con l’aumento del tasso di occupazione dei letti di area medica che passa dal 6,5 al 7,5%, e quello dei letti di terapia intensiva dal 2 al 2,2% (Ministero della salute).
  • Si è molto discusso nei giorni scorsi di un lavoro ancora in preprint, che mostra come le reinfezioni aumentano il rischio di mortalità per tutte le cause, patologie polmonari ed extrapolmonari ancora più di quanto faccia il primo incontro con covid-19, rischio che progressivamente aumenta al crescere del numero di infezioni (Al-Aly).
  • Alla ricerca dell’origine di varianti e sottovarianti si sta studiando l’evoluzione a cui il virus va incontro nel corso di infezioni croniche in pazienti immunodepressi, in cui sono state osservate alcune mutazioni che hanno caratterizzato le cosiddette “variant of concern” (VOC) responsabili delle successive ondate pandemiche. La maggior parte delle varianti che si selezionano in questi soggetti hanno bassa trasmissibilità, ma alta capacità di evasione anticorpale (Harari, Callaway).
  • Un modello matematico pubblicato su Lancet ha stimato che grazie ai vaccini siano stati salvati nel mondo quasi 15 milioni di vite, un dato che sfiora i 20 se si parte dalla mortalità in eccesso invece che dai decessi registrati ufficialmente (Watson).
  • Continuano a sommarsi studi che dimostrano come omicron 5 evada l’immunità conferita dai vaccini prodotti sulla variante iniziale di Wuhan e da precedenti infezioni, comprese quelle da precedenti sottovarianti di omicron e vaccinazioni (Hachmann, Yao). Per questo preoccupa la possibilità che i nuovi vaccini attesi per l’autunno possano non essere efficaci contro l’ultima sottovariante e altre che potrebbero emergere nei prossimi mesi. I comunicati delle aziende però sono rassicuranti: sia Moderna sia Pfizer hanno dichiarato che i nuovi prototipi di vaccini detti bivalenti (perché contenenti sia antigeni della versione originale di Wuhan sia di omicron) stanno mostrando una buona efficacia nell’indurre la produzione di anticorpi neutralizzanti BA.4 e BA.5.