COVID-19: aggiornamento della settimana 22-2


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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  • Il report della Cabina di regia relativo al periodo 8-14 febbraio conferma per la terza settimana successiva la tendenza alla ripresa dell’epidemia, con un aumentato Rt  medio a livello nazionale che sfiora l’1 (0,99, IC 0,86-1,06). Il gruppo di lavoro ha raccomandato un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale, dal momento che un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari (Ministero della salute).
  • Con l’aggiunta di Campania, Emilia Romagna e Molise, diventano 9 le Regioni in zona arancione, mentre le altre sono in zona gialla. Sono però state indicate alcune zone rosse a livello provinciale e comunale in varie parti d’Italia, soprattutto dove è più elevata la percentuale di varianti che aumentano l’infettività del virus (Ministero della salute).
  • Continuano a calare i ricoverati con sintomi, che al 21/2/2021 sono 17.804, così come i positivi in isolamento domiciliare, scesi a 368.997, ma tornano a salire quelli in terapia intensiva (2.094), (dati Ministero della Salute). Stabile il livello di occupazione dei letti di terapia intensiva in Umbria, ma aumenta rispetto alla scorsa settimana il numero di Regioni che hanno superato la soglia del 30% di occupazione considerata segno di sovraccarico del sistema: otto oltre all’Umbria (Infodata Il sole 24 ore).
  • Sul fronte dei vaccini, si indaga sulle offerte di vaccini da parte di mediatori ad alcuni presidenti di Regione, al di fuori degli accordi presi dall’Unione europea, di cui le aziende dichiarano di non essere al corrente.
  • Al 21/2/2021 sono state effettuate 3.497.825 di somministrazioni, di cui oltre 600.000 a ultrasettantenni. In tutta Italia è partita o sta partendo la vaccinazione degli ultraottantenni. In totale 1.330.054 persone hanno completato il ciclo e si possono considerare vaccinate.
  • Il 16 febbraio EMA ha iniziato anche la valutazione dei dati relativi al vaccino Janssen/Johnson&Johnson, il primo contro COVID-19 a prevedere una sola somministrazione. La sua autorizzazione potrebbe quindi dare un’importante accelerazione alle campagne vaccinali (EMA).
  • Un aiuto per raggiungere più rapidamente una protezione diffusa potrebbe venire anche dall’adozione della stessa strategia adottata nel Regno Unito, dove si è deciso di distanziare di un periodo più lungo rispetto a quello previsto inizialmente le due dosi previste di vaccino Astrazeneca. Un’analisi aggregata dei dati emersi dai 4 studi utilizzati per l’autorizzazione mostra che, a partire dal ventiduesimo giorno dalla prima somministrazione fino al novantesimo, l’efficacia è del 76% e, dopo la seconda dose, è maggiore in chi ha ricevuto le due iniezioni con un distanziamento maggiore di tre mesi, rispetto a quelli in cui le due dosi sono state date a meno di 6 settimane l’una dall’altra) (81,3% vs 55,1%) (Voysey 2021).
  • In una lettera inviata a Lancet, un gruppo di ricercatori dello Sheba Medical Center di Tel Aviv, in Israele, ha comunicato che sugli oltre 7.000 dipendenti dell’ospedale che hanno ricevuto in gennaio la prima dose di vaccino Pfizer si è osservata una riduzione dell’85% dei casi sintomatici di COVID-19, accanto a quella che sembra una riduzione dei casi di infezione asintomatica. Quest’ultimo dato, che sembra confermato da un altro lavoro, non ancora pubblicato, ma diffuso da Reuters, ha grosse conseguenze sulla gestione della pandemia, perché significa che la campagna di vaccinazione, oltre al carico sui servizi sanitari, potrebbe ridurre anche la circolazione del virus (Amit 2021).
  • Due studi di neutralizzazione con siero pubblicati sul New England Journal of Medicine hanno esaminato la possibile efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna di fornire protezione nei confronti delle nuove varianti. Entrambe le ricerche hanno trovato una buona neutralizzazione delle mutazioni con sieri di persone vaccinate. Unica eccezione, la variante isolata in Sudafrica (B1.351) contro cui la capacità neutralizzante è ridotta, nel caso del vaccino Pfizer di due terzi (Liu 2021, Wu 2021).