COVID-19: aggiornamento della settimana 19-12

  • Roberta Villa
  • Uniflash
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  • L’incidenza di covid-19 in Italia continua la sua discesa, già iniziata la scorsa settimana, passando da 275 a 296 nuovi casi per 100.000 abitanti nei dati più recenti, quelli aggregati raccolti dal Ministero della Salute. Scende appena sotto la soglia epidemica, a 0,98, anche l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici. Stabili, o in leggero calo, al 3,2% il tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva, mentre cresce leggermente ancora quello delle aree mediche a livello nazionale, passando dal 14,5% dell’8 dicembre al 14,8% del 15 dicembre (Ministero della salute).
  • Un lavoro di analisi condotto dall’Organizzazione mondiale della sanità e pubblicato su Nature ha stimato che dall’inizio della pandemia COVID-19 abbia causato direttamente o indirettamente quasi 15 milioni di morti in eccesso rispetto al previsto, quasi tre volte più dei 5 milioni e mezzo riferiti direttamente al virus nello stesso periodo (Msemburi).
  • La minore gravità della malattia causata da omicron rispetto a quella da delta dell’autunno scorso è confermata da una ricerca condotta a Bristol, che ha messo a confronto i pazienti ricoverati per l’una o per l'altra variante: rispetto ai malati in ospedale per covid l’anno scorso, quelli ricoverati per omicron avevano un rischio ridotto del 58% di aver bisogno di alti livelli di ossigeno, del 67% di dover essere ventilati e del 16% di stare in ospedale più di tre giorni. L’effetto di una minore gravità di questi casi, secondo gli autori, va bilanciata con la sua maggiore trasmissibilità e il conseguente maggior numero totale di infezioni (Hyams).
  • Mentre la Cina abbandona la sua politica “zero covid”, abbandonando quasi completamente le severe misure restrittive adottate dal 2020, cresce la preoccupazione sugli effetti della variante omicron in una popolazione così ampia e poco vaccinata nelle sue fasce più fragili, in particolare gli anziani. Tutti sono poi stati protetti con i prodotti nazionali, a base di virus inattivato, che si ritiene siano meno efficaci di quelli occidentali a mRNA. Lo confermano due studi condotti a Hong Kong e Singapore: il primo, uno studio prospettico su una coorte di circa 8.000 persone naϊve, ha rilevato che tre dosi di vaccino di Pfizer dimezzavano il rischio di forme sintomatiche da omicron, mentre l’efficacia di Coronavac era del 41,4%, ma non indagava le forme più gravi; la ricerca di Singapore, invece, su scala nazionale (oltre 800.000 partecipanti), ha dimostrato che i soggetti che avevano ricevuto tre dosi di vaccino cinese inattivato, rispetto a chi aveva avuto tre dosi di Pfizer, avevano un rischio di covid sintomatica maggiore del 13%, ma di ricovero in ospedale per covid del 52% e di covid grave del 90% (Tsang, Tan).
  • Mentre molti attendono l’introduzione, anche in Italia, della terza dose di vaccino a mRNA per i bambini tra 5 e 11 anni, uno studio proveniente dagli Stati uniti esamina l’efficacia del ciclo primario senza richiami. Secondo i dati raccolti su 160.000 ragazzini in questa fascia di età, due dosi del prodotto di Pfizer conferivano una protezione nei confronti dell’infezione da delta dell’80% che scendeva al 20% con omicron, un valore medio che sfiorava il 40 subito dopo la fine della vaccinazione, per quasi azzerarsi a distanza di tre mesi. Una maggiore efficacia è stata confermata nei bambini che avevano già avuto anche l’infezione. Con la terza dose l’efficacia risale a dimezzare il rischio con BA4/5, ma di nuovo sparisce entro tre mesi. Da un lato, come suggeriscono gli autori, questo studio sottolinea l’importanza del richiamo, ma dall’altro, vista la labilità del suo effetto, potrebbe al contrario portare a farlo considerare inutile (Khan).
  • Al contrario, dal punto di vista immunologico, alcuni studi sperimentali suggeriscono che una terza dose di vaccino, così come un’infezione dopo il ciclo primario, possono aumentare non solo la rapidità e l’ampiezza della risposta anticorpale in occasione di un incontro successivo con il virus, ma anche la varietà cross-varianti della risposta stessa e la sua durata nel tempo (Chen).