COVID-19: aggiornamento della settimana 14/2

  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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  • Calano tutti gli indici della pandemia a livello nazionale con l’incidenza che nella prima settimana di febbraio scende sotto i 1.000 casi per 100.000 abitanti. Sfiora ancora invece i 2.000 casi per 100.000 abitanti l’incidenza nella fascia di età tra 0 e 9 anni, che comunque è in discesa, così come tra i 10 e i 19 anni. Continua a diminuire anche l’indice Rt, che arriva a 0,89. Si riducono anche il tasso di occupazione delle terapie intensive, che scende al 14%, e quello in area medica,  che arriva al 28% (Ministero della salute, Istituto superiore di Sanità).

 

  • Sul fronte delle vaccinazioni, nonostante l’ormai imminente entrata in vigore dell’obbligo, la settimana scorsa ha visto un record negativo di somministrazioni, come non si vedeva da metà novembre, con un milione di iniezioni in meno rispetto alla settimana precedente. Cresce lentamente la copertura pediatrica, con quasi un bambino su 4 tra i 5 e gli 11 anni ormai vaccinato e il 36% che ha ricevuto una dose. Va detto che l’altissima diffusione dell’infezione in questa fascia di età nelle ultime settimane potrebbe ritardare l’inizio della vaccinazione: il Report Vaccini del governo riporta infatti che a oggi oltre il 16% dei bambini in questa fascia di età è guarito da meno di sei mesi. Considerando anche questi, possiamo stimare che tre bambini su quattro, in questa fascia di età, abbiano in Italia oggi una certa immunità (Ministero della salute).

 

  • La sicurezza di questi prodotti è stata confermata dal Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti-COVID-19 pubblicato nei giorni scorsi da AIFA.  Dal 27/12/2020 al 26/12/2021 si riportano 117.920 segnalazioni di sospetto evento avverso successivo alla vaccinazione su un totale di 108.530.987 dosi di vaccino, con un tasso di segnalazione di 109 ogni 100.000 dosi somministrate. L’83,7% delle segnalazioni è riferita a eventi non gravi, con un tasso di segnalazione pari a 91/100.000 dosi somministrate, e il 16,2% a eventi avversi gravi, con un tasso di 17,6 eventi giudicati gravi dal segnalatore ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. Gli eventi avversi gravi segnalati si verificano in quasi la metà dei casi nelle prime 48 ore dopo la vaccinazione e in un caso su 5 nella prima settimana, mentre più raramente si osservano nelle settimane successive (AIFA).

 

  • La stessa AIFA nei giorni scorsi ha aggiornato il protocollo sui farmaci da usare a domicilio in caso di covid-19, inserendo i nuovi antivirali per via orale paxlovid e molnupiravir, con le relative avvertenze, per il rischio di interazioni con altri farmaci il primo e per quello mutageno il secondo. Si aggiorna inoltre la raccomandazione all’uso dei monoclonali inserendo una tabella con la diversa efficacia dei prodotti disponibili nei confronti delle diverse varianti. L’unico medicinale ancora efficace contro omicron, che nella flash survey del 31 gennaio rappresentava ormai più del 99% dei campioni sequenziati in Italia, sembrava sotrovimab. Uno studio pubblicato in preprint la scorsa settimana mette tuttavia in dubbio l’utilità di anche questo monoclonale nei confronti della sottovariante BA.2 di omicron, che sta prendendo piede in diversi paesi ma da noi rappresenta ancora il 3% dei casi di omicron. Vir, che produce l’anticorpo monoclonale in collaborazione con GSK, sostiene invece in un comunicato stampa che i suoi test preclinici abbiano dato risultati opposti, di conservata efficacia (Iketani).