Covid, 1,7 mln di ricoveri in meno nel 2020 a causa della pandemia

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Roma, 22 nov. (Adnkronos Salute) - Nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19, i ricoveri in ospedale sono diminuiti del 20% rispetto al 2019. E' quanto emerge dal Rapporto annuale del ministero della Salute sull'attività di ricovero ospedaliero nel 2020, pubblicato sul portale. Il report "tiene conto delle condizioni straordinarie legate all'evento pandemico, dei provvedimenti emergenziali emanati per fronteggiare gli aspetti organizzativi ad esso connessi e del loro impatto sul ricorso all'ospedale".

Nel 2020 sono arrivate 6.817.116 schede di dimissione ospedaliera (Sdo), ben 1.720.146 in meno rispetto al 2019, con un decremento del 20,15%. Nel dettaglio, secondo l'analisi delle schede, rispetto al 2019, i ricoveri per acuti in regime ordinario sono passati da oltre 6 milioni a 4,9 milioni (-18,2%), quelli in day hospital da 1,7 milioni a 1,2 milioni (-28,4%), quelli per riabilitazione in regime ordinario da 311.979 a 235.725 (-24,4%) e quelli in regime diurno da 28.402 a 18.543 (-34,7%); i ricoveri in lungodegenza sono diminuiti da 98.681 a 72.966 (-26,1%).

Meno ricoveri, ma più lunghi. La degenza media per acuti in regime ordinario nel 2020 risulta di 7,5 giorni, in aumento rispetto al 2019 (7 giorni); quella per riabilitazione in regime ordinario aumenta, passando da 26,2 giorni nel 2019 a 27,5 giorni nel 2020, mentre la degenza media per lungodegenza passa da 24,5 a 24,6 giorni. Il motivo, evidenzia il report, è "l'impatto dei ricoveri dovuti a Covid-19. Con riferimento ai ricoveri per acuti in regime ordinario, l'aumento della durata della degenza media è correlato all'incremento della complessità dei ricoveri".

Si tratta, infatti, di "un effetto indiretto della pandemia, considerato che nel corso dell'anno 2020 per effetto delle misure di contenimento e della riorganizzazione delle aree di trattamento dedicate al Covid-19, soprattutto in corrispondenza delle maggiori ondate epidemiche, il ricorso all'ospedale è stato riservato alla casistica di emergenza-urgenza, tipicamente più complessa, con rimodulazione dell'attività programmata considerata clinicamente differibile".

Infine, per gli acuti in regime ordinario il tasso di ospedalizzazione fuori regione si attesta a 5,6 per 1.000 abitanti, mentre è pari a 2 in day hospital: nel 2019 erano, rispettivamente, pari a 7,8 e 2,8. Tale calo della mobilità, chiosa il report, "è ragionevolmente da ascriversi alle limitazioni negli spostamenti imposte per il contrasto alla pandemia di Covid-19".