Cosenza, primario assenteista sospeso e indagato per truffa allo Stato

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Cosenza, 25 gen. (Adnkronos Salute) - I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito una misura cautelare personale e reale, emessa dal gip di Castrovillari su richiesta della locale procura, a carico di un medico primario, direttrice di Struttura complessa del Centro di salute mentale dell'ospedale di Castrovillari. Le indagini, dirette dal pm Mauron Gallone con il coordinamento del procuratore della Repubblica Simona Manera, sono state condotte dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Castrovillari e hanno riguardato ripetute condotte illecite di assenteismo dal servizio perpetrate dalla dirigente.

Nello specifico, attraverso captazioni video, servizi di osservazione e pedinamento, disamina della documentazione acquisita presso l'Asp di Cosenza e analisi dei tabulati telefonici, le Fiamme gialle cosentine hanno ricostruito, relativamente al periodo intercorrente tra il 2018 e il 2020, numerosi episodi di assenteismo, di illegittimo e ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa attestazione della presenza in servizio da parte della dirigente, per un totale di circa 186 ore di servizio, di fatto mai effettuate.

L'indagata, di fatto, si allontanava dall'ufficio senza alcuna valida ragione lavorativa, ad esempio per fare la spesa, per esigenze di carattere personale o, in un caso, per recarsi a sporgere denuncia presso un ufficio di polizia in relazione a una vicenda di natura privata. In alcune occasioni, poi, è stato anche documentato che, mentre risultava in servizio a Castrovillari, la donna si trovava, sempre per ragioni di natura personale, fuori Regione (Basilicata e Campania). Numerosi gli episodi in cui, mediante un indebito utilizzo del badge marcatempo, la dottoressa ha falsamente attestato la propria presenza sul luogo di lavoro, pur non essendo fisicamente presente o comunque presentandosi presso il reparto del Centro salute mentale di Castrovillari, salvo andare via dopo pochi minuti.

A conclusione delle indagini, il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione dell'esercizio di un pubblico servizio per la durata di un anno e il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, delle somme di denaro corrispondenti agli emolumenti illecitamente percepiti durante i periodi di indebita e fraudolenta assenza dal servizio, per un importo di circa 10.300 euro.

I delitti contestati all'indagata sono quelli di "truffa aggravata ai danni dello Stato" e "fraudolenta attestazione della presenza in servizio", reato che comporta, tra l'altro, il licenziamento per giusta causa per i responsabili delle condotte assenteistiche.