Corte costituzionale respinge ricorso Veneto su costi contratti


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Roma, 15 apr. (AdnKronos Salute) - La Consulta respinge, per infondatezza della questione di legittimità costituzionale, un ricorso della Regione Veneto relativo ai costi contrattuali in favore del comparto delle Regioni e degli enti del Ssn. La questione non è fondata, cita la sentenza 83/2019, in quanto si basa "su una interpretazione non condivisibile delle disposizioni censurate". La Corte costituzionale ricorda infatti che "gli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva sono determinati a carico dei bilanci delle Regioni".

"Ad avviso della Regione ricorrente - si legge nella sentenza - la legge di bilancio 2018 prevederebbe un incremento del 3,48% dei costi contrattuali per il personale dipendente delle amministrazioni centrali. Tale percentuale di incremento retributivo sarebbe destinata a essere applicata al comparto delle Regioni e degli enti del Servizio sanitario nazionale senza che, tuttavia, sia stato previsto alcuno stanziamento aggiuntivo a favore delle amministrazioni regionali".

"Secondo la Regione Veneto - cita ancora la sentenza - il mancato incremento del fabbisogno del fondo sanitario nazionale, pur a fronte di un incremento dei costi per i contratti del comparto sanità, si tradurrebbe in una violazione del principio di eguaglianza di cui all'articolo 3 della Costituzione, in considerazione del differente trattamento disposto per le amministrazioni centrali rispetto a quello riservato alle Regioni".

Ma per la Consulta "i commi 682 e 683" della legge di bilancio 2018 "non impongono in alcun modo alle Regioni di assicurare al loro personale e a quello sanitario il medesimo incremento retributivo per i dipendenti delle amministrazioni statali. Da tale testo normativo si ricava anzitutto il principio che la determinazione del trattamento economico del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche è materia affidata alla contrattazione collettiva".

"Quanto all'asserita assenza dei finanziamenti necessari a dare copertura alle spese per il personale regionale e sanitario giova segnalare che" il decreto legislativo 165 del 2001, "stabilisce che gli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva sono determinati a carico dei bilanci delle Regioni, dei relativi enti dipendenti, e delle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale". La Consulta ha infine anche evidenziato che il finanziamento pluriennale del fondo regionale per l'assistenza agli alunni con disabilità deve essere sempre garantito dallo Stato perché strumentale all’erogazione di servizi che attengono al nucleo essenziale dei loro diritti.