Corte Conti, 'in Calabria servizi non adeguati a spesa pubblica e privata'

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Reggio Calabria, 1 dic.(Adnkronos Salute) - "Nonostante la Calabria riceva ingenti risorse destinate alla salute dei cittadini, e sebbene i calabresi in questi 12 anni abbiano continuato a finanziare copiosamente la sanità regionale con il versamento delle extra aliquote Irap e Irpef, i medesimi cittadini non godono di servizi sanitari adeguati". E quanto si legge nel "Giudizio di parificazione del rendiconto generale della regione Calabria per l’esercizio finanziario 2021" stilato dalla Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per la Calabria. Nell’ultimo monitoraggio dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) del maggio 2021 -evidenzia la Corte -, la Calabria si è collocata all’ultimo posto in Italia, avendo totalizzato un punteggio pari a 125 su un minimo di 160, in diminuzione rispetto all’anno precedente ove il punteggio ottenuto era stato di 162. Tale dato, peraltro, è in controtendenza rispetto a tutte le altre regioni, comprese quelle in piano di rientro. L’offerta dei servizi sanitari, dunque, è estremamente precaria".

"Tale situazione - prosegue - permane da anni e oltre a non fornire un quadro rassicurante sul livello assistenziale, rileva che il Programma operativo 2019-2021, nella parte relativa alla riorganizzazione della rete ospedaliera, non è mai stato realmente attuato. Anche gli organici sono sottodimensionati rispetto al resto delle altre aziende italiane. E' stato accertato, negli ultimi 5 anni, infatti, un sensibile decremento della consistenza del personale di ruolo: nel 2017, il numero complessivo delle unità lavorative era di 20.315 e nel 2021, invece, il numero è di 18.121 al netto delle unità assunte per il contrasto al Covid, pari a 1.150 unità. Nell’ambito del comparto, poi, il decremento maggiore riguarda il personale medico che passa da 4.361 a 3.951; nonché del personale assunto a tempo indeterminato".