Coronavirus, Speranza a medici: 'Grazie per lavoro straordinario, Paese ha retto'


  • Adnkronos Salute
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Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - "Senza alcuna retorica, voglio ringraziarvi uno per uno per il lavoro straordinario che avete fatto in questi mesi difficilissimi per l'intero Paese, per la nostra comunità nazionale. E il mio primo pensiero non può che andare chiaramente a chi ha perso la vita, a quelle donne e uomini che hanno pagato il tributo più alto e ce ne sono stati troppi in generale nel nostro Paese, ma tanti ahimè anche dentro il vostro Ordine". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è rivolto ai 106 presidenti degli Ordini territoriali, riuniti nel Consiglio nazionale della Fnomceo, la loro Federazione. Un Consiglio nazionale - ricorda Fnomceo in una nota - per via telematica, che si è aperto questa mattina con un minuto di silenzio, in ricordo di Roberto Stella e tutti i 168 medici che hanno perso la vita nel corso dell'epidemia.

"Credo che oggi dobbiamo essere all'altezza della lezione che questi mesi ci hanno consegnato: una lezione dura, forte, rispetto a cui è evidente però che il nostro Paese ha saputo dare una risposta. Ecco, voglio dirlo col massimo dell'umiltà - ha continuato Speranza - ma credo che le nostre istituzioni repubblicane, a tutti i livelli, in una sintonia anche di lavoro tra istituzioni, professioni, associazioni, abbiano risposto a questa sfida tremenda. Noi siamo stati il primo Paese ad essere colpito in Occidente, il primo in assoluto dopo la Cina. Non avevamo un modello, abbiamo dovuto costruirlo giorno dopo giorno. Alla fine, credo che possiamo dire che le istituzioni repubblicane abbiano retto e se questo è avvenuto è anche grazie a voi, grazie al lavoro straordinario dei medici del nostro Paese".

"Quindi, veramente senza retorica - ha aggiunto Speranza - credo che tutta l'Italia debba riconoscere alla vostra professione di aver fatto davvero tutto il possibile e di aver dato un contributo fondamentale per uscire dalla crisi drammatica in cui siamo piombati. Ora abbiamo la responsabilità più grande: in qualche istante, vorrei provare a ragionare di questo e anche chiedervi con spirito collaborativo un contributo utile, importante perché la sfida del futuro, la sfida di queste settimane che stanno arrivando, è quella di trasformare una grande crisi, come quella delle settimane vissute finora, in un'opportunità".

E allora, occorrono più risorse e più riforme. "Dovremo insistere su questa spinta di avere più risorse, e insieme alle risorse dovremo giocare la partita delle riforme, perché non basta avere più soldi, dobbiamo anche spenderli meglio e dobbiamo leggere l'evoluzione del Servizio sanitario nazionale - ha continuato il ministro - E io credo che la prima grande traccia di lavoro sia quella di un nuovo investimento sulla sanità del territorio. Io credo che su questo avremo bisogno di sederci, di discutere e di ragionare insieme, come già stiamo iniziando a fare, perché il territorio è una chiave vera e per territorio io intendo prossimità, la necessità di dare risposte ai cittadini il più possibile vicino alle loro esigenze. Come ricorderete, su questi temi abbiamo già iniziato ad investire in Legge di Bilancio ma dobbiamo insistere: il ruolo e la funzione del medico è una funzione che per me è essenziale, non solo per quello che si fa ogni giorno ma anche nella pianificazione, nella progettazione, nella capacità di disegnare la sanità del futuro".

"Ecco, io non voglio farla lunga, ma penso che il mio messaggio di fondo sia questo: oggi l'Italia, non senza difficoltà, e con tutta la cautela del caso, sta provando a costruire una stagione di ripartenza, dopo le settimane complicatissime che abbiamo vissuto, tra le più drammatiche della nostra esistenza, oggettivamente. E ora guardiamo con fiducia al futuro - ha concluso - e dobbiamo farlo nella consapevolezza che oggi tutti i cittadini hanno che il Servizio sanitario nazionale è davvero la cosa più importante che abbiamo".