Contro l’apnea ostruttiva, perdere peso e cambiare stile di vita

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • In uomini in sovrappeso o obesi con apnea ostruttiva del sonno (OSA) e che facevano uso della CPAP, un intervento di 8 settimane sullo stile di vita e per la perdita di peso ha portato miglioramenti o alla remissione dal disturbo.
  • L’intervento ha inoltre migliorato alcune comorbilità e la qualità di vita dei partecipanti.

Uno studio randomizzato spagnolo che ha coinvolto uomini con OSA da moderata a grave, in terapia con CPAP e in sovrappeso o obesi, mostra come a seguito di un intervento interdisciplinare di 8 settimane sullo stile di vita e per la perdita di peso sia stato osservati un miglioramento della gravità del disturbo così come di altre condizioni coesistenti e della qualità di vita. Al termine dell’intervento, il 45% dei partecipanti non aveva più bisogno della CPAP e il 15% è arrivato alla remissione completa. Dopo 6 mesi, a fare a meno della terapia era quasi il 62% degli uomini, mentre circa il 29% era arrivato alla remissione. Risultati che, secondo Almudena Carneiro-Barrera dell’Università di Granada e collaboratori, suggeriscono come un simile intervento possa rappresentare una strategia centrale quando si tratta di far fronte all’OSA e alle comorbilità presenti.

INTERAPNEA (The Interdisciplinary Weight Loss and Lifestyle, questo il nome dello studio condotto tra il 2019 e il 2020), ha incluso 89 uomini tra i 18 e i 65 anni (età media circa 54 anni) con OSA da moderata a grave, e quindi con un indice apnea-ipoapnea (AHI) di almeno 15, che ricorrevano alla CPAP e con un indice di massa corporea di almeno 25. I partecipanti sono stati randomizzati a un gruppo controllo, che prevedeva solo la cura abituale (la CPAP) più alcuni consigli per perdere peso e in merito a cambiamenti dello stile di vita, o a un gruppo di intervento. In questo gruppo, oltre alla CPAP i soggetti dovevano seguire un intervento lungo 8 settimane che prevedeva un cambiamento nei comportamenti alimentari, esercizio aerobico moderato, norme di igiene del sonno, cessazione del fumo di sigaretta e del consumo di alcol.

Nel gruppo di intervento c’è stata una riduzione dell’AHI più grande di quella osservata nel gruppo controllo sia a 8 settimane sia dopo 6 mesi dall’intervento. La diminuzione nel gruppo di intervento è stata pari al 51% e al 57% rispettivamente, con una differenza media tra i gruppi di 23,6 e di 23 eventi per ora di sonno. In particolare, mentre nel gruppo di intervento l’AHI è passato da 41,6 eventi per ora di sonno al basale a 20,4 eventi per ora di sonno a 8 settimane (cambiamento -21,2) e a 17,8 eventi a 6 mesi (-23,8), nel gruppo controllo non sono state notate differenze (cambiamento dal basale rispettivamente di 2,5 e di 0,8 eventi per ora di sonno).

Alla fine dell’intervento, il 45% (18/40) degli uomini nel gruppo di intervento non aveva più bisogno della CPAP e il 15% (6/40) aveva ottenuto la remissione completa dall’OSA. A 6 mesi i valori corrispondevano, rispettivamente, a 61,8% (21/34 partecipanti) e a 29,4% (10/34). Inoltre alla fine delle 8 settimane, sono stati riscontrati miglioramenti maggiori nel gruppo di intervento riguardanti il peso e la composizione corporea, il rischio cardiometabolico e in merito alla qualità di vita collegata alla salute.

“Considerata l’alta prevalenza dell’OSA, la sua interazione complessa e reciproca con l’obesità e il fatto che entrambe le condizioni sono facilmente trattabili attraverso un intervento comportamentale integrato, i professionisti sanitari e i responsabili politici potrebbero considerare questo approccio come una strategia centrale per affrontare l’impatto notevole dell’OSA sulla salute e sul benessere della popolazione” concludono i ricercatori.