Contro l’ictus, quanto sonno?


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il rischio di ictus, in particolare di tipo ischemico, aumenta in caso di sonni notturni o pisolini pomeridiani particolarmente lunghi.
  • Anche una cattiva qualità del sonno incrementa il rischio, così come un cambio delle abitudini del sonno da una durata media a una più prolungata.
  • Una corretta durata e una buona qualità del sonno sono importanti strategie di prevenzione del rischio di ictus.

Descrizione dello studio

  • Nello studio sono stati inclusi 31.750 soggetti (età media al basale: 61,7 anni) della coorte Dongfeng-Tongji.
  • Le informazioni su durata e qualità del sonno sono state raccolte attraverso questionari, quelle sull’ictus attraverso registri delle assicurazioni sanitarie.
  • Gli hazard ratio (HR) per ictus incidente sono stati stimati utilizzando modelli di regressione di Cox.
  • Fonte di finanziamento: National Natural Scientific Foundation of China; National Key Research and Development Program of China.

Risultati principali

  • Il rischio di ictus è risultato maggiore nelle persone che dormivano 9 o più ore/notte rispetto a quelle con sonni notturni compresi tra 7 e meno di 8 ore/notte (HR 1,23).
  • Un sonno notturno di durata inferiore a 6 ore non sembra avere un effetto significativo sul rischio di ictus.
  • Il rischio totale di ictus è risultato maggiore anche con pisolini pomeridiani superiori ai 90 minuti vs pisolini compresi tra 1 e 30 minuti (HR 1,25).
  • Per il solo ictus ischemico sono stati ottenuti risultati simili.
  • Il rischio di ictus totale, ischemico ed emorragico è aumentato rispettivamente del 29%, 28% e 56% nei soggetti con sonno di scarsa vs buona qualità.
  • Sono stati osservati effetti congiunti sull’aumento del rischio di ictus totale per sonni notturni uguali o superiori alle 9 ore + pisolini superiori a 90 minuti (HR 1,85) e per sonni notturni uguali o superiori alle 9 ore + scarsa qualità del sonno (HR 1,82).
  • Rispetto al mantenimento di un sonno di 7-9 ore/notte, un sonno costantemente uguale o superiore a 9 ore/notte o il passaggio da 7-9 ore/notte a 9 o più ore/notte sono risultati associati a un aumento del rischio di ictus totale.

Limiti dello studio

  • Le informazioni su durata e qualità del sonno non sono state misurate, ma riferite dai partecipanti.
  • Non sono stati raccolti dati su disturbi del sonno come l’apnea notturna.
  • La generalizzabilità dei risultati è limitata.
  • Non è possibile escludere la presenza di altri fattori confondenti oltre a quelli presi in considerazione.

Perché è importante

  • Gli studi che mettono in associazione durata e qualità del sonno con rischio di ictus hanno portato a risultati contrastanti.
  • Pochi studi hanno analizzato eventuali differenze nel rischio di ictus emorragico e ischemico associato a durata e qualità del sonno.
  • Comprendere meglio il legame sonno-ictus potrebbe aiutare a mettere in campo strategie di prevenzione efficaci.