Consiglio d'Europa, in Italia ancora disparità accesso Ivg


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Roma, 24 gen. (AdnKronos Salute) - In Italia vigono ancora "carenze nei servizi per l'interruzione volontaria di gravidanza, che rendono difficile l'accesso a questa pratica per le donne e in alcuni casi le costringe a cercare soluzioni alternative, un rischio per la loro salute". E' quanto rileva il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa, che ha pubblicato le decisioni rese nelle procedure di reclami collettivi su violazioni della Carta sociale europea riguardanti 8 Paesi. Nel caso dell'Italia, il ricorso è stato presentato dalla Cgil e dall'International Planned Parenthood Federation European Network.

Secondo il Comitato, le donne che desiderano interrompere la loro gravidanza subiscono "discriminazione, poiché sono costrette a spostarsi da un ospedale all'altro nel Paese o viaggiare all'estero a causa delle carenze nell'attuazione della legge 194/1978". Inoltre, "anche se la situazione sembra migliorare, ci sono ancora disparità notevoli a livello locale".

Su queste disparità e sulle modalità per ridurle, il Comitato richiede altre informazioni "che dovranno essere presentate entro ottobre 2019". Infine, si segnala "l'incapacità del Governo di intraprendere qualsiasi formazione preventiva o misure di sensibilizzazione per proteggere i medici non obiettori dalle molestie morali".