Conseguenze dell’utilizzo delle radiazioni ionizzanti nella nefrolitiasi


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Uno studio di modellizzazione suggerisce che le radiazioni ionizzanti (RI) utilizzate per la gestione della nefrolitiasi si associano a un rischio piccolo ma significativo di tumori secondari.
  • Il rischio di tumori secondari e successiva mortalità è particolarmente elevato nelle donne di età compresa tra 20 e 30 anni.
  • Questo incremento del rischio dovrebbe essere preso in considerazione quando si utilizzano tecniche diagnostiche e terapeutiche che prevedono l’uso di RI in pazienti con nefrolitiasi.

Descrizione dello studio

  • Una ricerca in PUBMED ha permesso di identificare input da utilizzare per la modellizzazione, in particolare l’incidenza annuale di nefrolitiasi sub-stratificata per età e genere e l’esposizione a radiazioni associata agli episodi di nefrolitiasi.
  • Le stime specifiche per età e genere dei tumori associate a radiazioni e i tassi di mortalità sono state ottenute dal report BEIR VII di fase 2 e l’estrapolazione della dose è stata ottenuta usando un modello lineare senza soglia.

Risultati principali

  • L’incidenza di nuove diagnosi di nefrolitiasi è risultata compresa tra 42/100.000 in uomini di 20-30 anni e 248/100.000 in uomini di 60-70 anni.
  • L'esposizione a radiazione per un episodio di nefrolitiasi è risultata pari a 37,3 mSv in un periodo di 2 anni.
  • Secondo il modello, il rischio attribuibile nel corso della vita di tumore secondario e conseguente mortalità nei singoli pazienti varia da 0,096% e 0,085%, rispettivamente, in uomini di età uguale o superiore a 70 anni a 0,59% e 0,39% nelle donne di età compresa tra 20 e 30 anni.
  • Negli Stati Uniti, sono state calcolate incidenze generali di tumori secondari e mortalità associata legate alla gestione della nefrolitiasi pari a 862,7 e 545,3 casi/anno, rispettivamente.

Limiti dello studio

  • La qualità dei dati utilizzati nell’analisi è in alcuni casi non ottimale.
  • I dati riportati dagli studi inclusi nell’analisi sono eterogenei.
  • Il modello non ha tenuto conto del tempo alla ricorrenza dei calcoli.
  • Non è possibile sapere se la dose di radiazioni erogata alla ricorrenza dei calcoli è la stessa erogata al primo episodio incidente.

Perché è importante

  • I rischi legati all’esposizione a RI sono un problema sempre più importante in ambito medico.
  • I pazienti con nefrolitiasi sono esposti a dosi elevate di RI nelle diverse fasi della patologia, a partire dalla diagnosi.
  • In questa popolazione è fondamentale definire i rischi legati all’uso di RI, possibilmente attraverso modelli che non richiedano un follow-up che dura tutta la vita.