Commissario Molise, 'servono 50 medici militari o di corpi ausiliari'


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Roma, 4 giu. (AdnKronos Salute) - Per coprire i vuoti di organico negli ospedali molisani, "se fossimo fortunati, servirebbero 50 medici, in parte in divisa e in parte dei corpi ausiliari, tra anestesisti e rianimatori, specialisti in medicina d'urgenza, ortopedici, chirurghi, ginecologi e pediatri. Il fabbisogno immediato è di 2 ortopedici a Isernia e altrettanti a Termoli, dove siamo in grave emergenza". A dirlo all'AdnKronos Salute è il commissario ad acta per la Sanità, Angelo Giustini, che nei giorni scorsi si è rivolto al ministero della Difesa in cerca di medici "in divisa o dei corpi ausiliari, per aiutarci a scongiurare la chiusura di alcuni reparti ospedalieri".

Un'idea, la sua, che ha suscitato scalpore e qualche polemica. Ma che nasce "dagli allarmi dei direttori generali delle nostre aziende sanitarie e ospedaliere. La carenza di medici non è un problema solo del Molise - riflette Giustini - solo che in Veneto, Friuli e Piemonte hanno potuto far ricorso ai medici in quiescenza", camici bianchi in pensione. "Da noi c'è il nodo del Piano di rientro e una situazione emergenziale della sanità molisana: i concorsi vanno deserti, o i medici si presentano" con il contagocce. "Per questo - racconta il commissario Giustini, lui stesso un medico militare - siamo arrivati a pensare di attivare i medici militari in ausiliaria", un periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e in alternativa al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di tempo limitato. Senza costi supplementari, perché il militare continua ad essere pagato dalla Difesa.

"Si tratta di professionisti che fanno un lavoro eccellente, in patria e all'estero. E che coprono tutte le specialità", aggiunge Giustini. A dare respiro agli ospedali molisani non sarebbero solo dottori in divisa, "ma anche dei corpi ausiliari e dell'Ordine di Malta. La situazione è di vera emergenza, per questo abbiamo pensato a una soluzione di emergenza". Una soluzione su cui si sta lavorando "intensamente, con il ministero della Salute - continua il commissario, che ieri è stato a Roma - perché è sempre più a rischio il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in Molise".

Nel mirino di Giustini "anni di inappropriata programmazione sanitaria, non solo in Molise. Da noi c'è però il problema del Piano di rientro, cui si aggiungono i concorsi che vanno deserti. Occorre trovare una soluzione per poter garantire ai cittadini il diritto alla salute". E non arrivare a dover chiudere reparti per mancanza di medici.